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Il flop del Trattato sul disarmo nucleare

Da oggi saremo sicuri che Trinidad e Tobago non adotteranno sistemi nucleari: peccato che invece, per i Paesi detentori di tali armamenti, non cambi nulla.

Oggi parrebbe un grande giorno, entra in vigore il Trattato per la proibizione delle armi nucleari, (TPNW), accordo internazionale che si pone il nobile fine di proibire le armi nucleari nel mondo. Adottato da una conferenza dell’ONU il 7 luglio 2017 e aperto alla firma delle Parti a New York il 20 settembre 2017, è entrato in vigore a 90 giorni dal raggiungimento della ratifica di almeno 50 Stati, ultimo dei quali l’Honduras il 23 ottobre scorso.

C’è un solo particolare, tra i 50 Stati si notano Benin, Togo, Honduras e San Marino Paesi non propriamente influenti nel settore, inoltre, non solo erano assenti già dalla fase delle negoziazioni, quelli dotati di armi nucleari (Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan, Corea del Nord), ma anche gli stati parte di alleanze militari – tipo la NATO – che includono la deterrenza nucleare nel loro concetto strategico. Assenti anche Giappone, Australia e Corea del Sud.

Unico firmatario in Europa risulta l’Austria.

In Italia il dibattito politico sull’eventualità di aderirvi non è durato molte ore, si è concentrato al Senato nel pomeriggio del 18 luglio 2017 e alla Camera pochi giorni dopo, il 24 luglio.

Un disegno di legge per modifiche al porto d’armi per la caccia, impegna il Parlamento molto di più.

Il risultato viene sbandierato con grande enfasi in particolare da ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), che ha annunciato che il divieto delle armi nucleari è entrato in vigore e diventerà norma vincolante di diritto internazionale. 

La proibizione delle Armi  nucleari, che diventano illegali a 75 anni dal loro primo utilizzo, in effetti sembrerebbe un bel successo da parte dell’Organizzazione che lo ha proposto, ma i contenuti del Trattato sono applicabili solo ai paesi che lo hanno firmato. Non sarà permessa qualsiasi violazione nella loro giurisdizione e l’articolato costituisce un ottimo strumento legale per vietare esplicitamente tale tipo di armamenti impedendone specificamente l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento. Da oggi saremo, pertanto, sicuri che Trinidad e Tobago, o Maldive e Giamaica, non adotteranno sistemi nucleari e neppure li useranno come minaccia.

Il direttore esecutivo dell’ICAN, Beatrice Fihn, ritiene che il risultato raggiunto dopo decenni di attivismo costituisca un nuovo capitolo per il disarmo nucleare, ed è sicura che cambierà molto anche per gli Stati che non hanno aderito.

Purtroppo non sarà così e non possiamo aspettarci che le aziende smettano di produrre armi nucleari perchè intimorite dalle varie reti di ‘Pace e disarmo’ o ‘Senzatomica’.

La data di oggi è da ricordare come un altro insuccesso della comunità internazionale in tema di disarmo nucleare, anche perchè di fatto mette in discussione il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) del 1968, che già vietava agli stati militarmente non nucleari di entrare in possesso e di fabbricare armi o altri congegni esplosivi nucleari. Non ha funzionato? Forse ha fallito se c’è stato il bisogno di ribadire il divieto.

Il nuovo Trattato, sottoscritto solo da quei Paesi non dotati di armamento nucleare, avrà, pertanto, più che altro un significato simbolico e ancora una volta mette in risalto l’inutilità di talune articolazioni dell’ONU quale l’UNODA (United Nations Office for Disarmaments Affairs), ufficio pilota per le negoziazioni in argomento .

Da apprezzare l’impegno dell’ICAN e di tutte le associazioni affini che peraltro rispecchiano l’intendimento della quasi totalità dell’opinione pubblica.

Si spera che il trattato possa fungere da pressione internazionale a favore di un totale disarmo senza condizioni, ma finchè l’ONU avrà un’organizzazione basata su un Consiglio di Sicurezza composto da cinque membri permanenti tutti detentori di arma nucleare, sarà difficile che un accordo firmato da Trinidad, Tobago e potenze di tale calibro possa cambiare le posizioni. 

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