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COVID: un guarito su tre torna in ospedale entro cinque mesi e uno su otto muore

La statistica non conosce pietà. E quella prodotta dalla Leicester University e dall’Office for National Statistics (NS, equivalente britannico del nostro ISTAT), sentenzia l’impressionante dato secondo il quale almeno un terzo delle persone ricoverate per Covid-19 finiscono con il fare ritorno nelle strutture ospedaliere nel giro di cinque mesi e che il 12,13% del campione considerato non sopravvive.

Lo studio effettuato su 47.780 soggetti regolarmente dimessi lascia impressionati e non è certo rassicurante il pensiero che questi individui, dopo una media di 140 giorni, abbiano manifestato problemi di salute tali da determinare un rientro in nosocomio.

La circostanza ha permesso ai ricercatori di ritenere fondamentale il monitoraggio delle persone guarite (dalle nostre parti nessuno ne parla o quanto meno non lo fanno né il Commissario Straordinario Domenico Arcuri, né altri rappresentanti istituzionali impegnati su questo fronte) perché il rischio di ricaduta potrebbe rivelarsi fatale.

Il professor Khunti ha fatto presente che il suo team è stato sorpreso di scoprire che molte persone tornavano con una nuova diagnosi e parecchi soggetti avevano sviluppato problemi al cuore, ai reni e al fegato, oltre al diabete.

Non è ancora chiaro cosa succeda: il luminare dice che non si sa se il Covid-19 distrugga le cellule beta che producono insulina e favorisca l’insorgere di diabete di tipo 1, oppure se provoca insulino-resistenza e sviluppi diabete di tipo 2, ma sarebbe certo che le patologie cardiache ed epatiche vengono amplificate significativamente con riverberazioni non trascurabili su chi già ne soffre.

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