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In Norvegia 23 persone muoiono dopo la vaccinazione, ma l’ente di controllo parla di “incidenti”

“L’ente di controllo norvegese, ha riferito Pfizer, ha rilevato che “il numero degli incidenti finora non è allarmante ed è in linea con le previsioni”.


Due considerazioni.

La prima: la morte di una persona non è un “incidente”.

La seconda: gli “incidenti”, cioè le morti verrebbe da dire, “sono in linea con le previsioni”. Dunque esistono previsioni sulla mortalità del vaccino Pfizer? Qualcuno le ha viste?

Nota bene: eventi avversi anche tragici fanno parte della somministrazione di qualsiasi farmaco e, entro determinati limiti, non possono bloccarne la somministrazione.

Di certo, pero’ sentire che la perdita di una vita umana è un “incidente in linea con le previsioni” mette i brividi.

Non sarebbe male, se non altro per la delicatezza di eventi del genere, adottare un tono meno asettico.

Sarà ipocrita, ma se non altro rispetterebbe, almeno formalmente, il dolore di chi resta.

P.S. Un articolo del British Medical Journal fornisce qualche dettaglio in piu’. La sintesi è in una frase attribuita a al direttore dell’ente sanitario norvegese: “It may be a coincidence, but we aren’t sure”.
Poco importa, poi, se si è trattato di un incident nel senso di “per caso”, nel senso di “evento” o nel senso di “incidente”.
Quale che sia la traduzione della parola, ci sarebbe in ogni caso da capire quali sono state le circostanze che hanno dato corso al “caso”, all’infausto “evento” e al disgraziato incidente.
Ma non è di legge né di responsabilità che ho voluto parlare. Solo di pietà umana. Quella pietà per la quale condolescenze asettiche, forse, non bastano.

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