CAMPANELLO DI ALLARME

Il mistero della pagina Facebook del Presidente Conte

Qualche ipotesi per capire cosa è successo con la scritta “Renzi a casa”

Sul profilo Facebook ufficiale del Presidente Giuseppe Conte è apparsa nella sezione storie un’immagine che riportava la scritta: “Conte premier – Renzi a casa!. Se vuoi mandare Renzi a casa e supporti Conte iscriviti nel gruppo” con un rimando al gruppo “Conte premier – Renzi a casa!” attualmente con circa 4.000 membri iscritti.
Post dal quale la Presidenza del Consiglio ha preso subito le distanze.
E’ ovvio che la cautela impone di rimanere nel campo delle ipotesi, ma nel frattempo lo staff media manager di Conte dichiara: “Stiamo facendo verifiche per capire cosa è successo ma io e il mio staff siamo estranei alla cosa”, alludendo così ad un possibile attacco hacker.
Guardando la dinamica dell’accaduto un’idea me la sono fatta. Procediamo per ordine. Prima vi dico come avrei fatto io se avessi dovuto portare a termine un attacco hacker per poi spiegarvi come probabilmente sia andata veramente.
Se avessi dovuto condurre io il “defacement” o “defacciamento” (termine tecnico che indica la sostituzione di un contenuto su una pagina pubblica) del profilo social di Conte avrei cercato di sottrarre le credenziali dei suoi social media managers. Lo avrei fatto tramite un attacco di phishing lanciato dopo aver mappato (preso informazioni) sulla composizione di tutto lo staff e i relativi indirizzi email.
Avrei poi inviato a tutto lo staff una mail contenente un link che avrebbe portato ad una pagina web tramite la quale, sfruttando una vulnerabilità del browser di un malcapitato tra lo staff, avrei installato un programma trojan con funzionalità di keylogging per intercettare le sue credenziali di accesso all’account facebook.
Oppure avrei utilizzato la stessa procedura per installare un trojan che consentisse di ottenere privilegi amministrativi sul PC del media manager, magari per rubare i cookies di autenticazione alla sessione di facebook, posto che lo staff non avesse attivato le procedure di protezione sugli accessi da computer multipli.
Detto ciò, da grande sostenitore della filosofia del Rasoio di Occam, quella che ci dice che la spiegazione più semplice è spesso quella corretta, vi dico che tutto ciò è potuto avvenire probabilmente perchè uno dei social media manager è contemporaneamente anche uno dei gestori della pagina “Conte premier – Renzi a casa!”. L’ipotetico tizio, volendo pubblicare una storia su essa, si è dimenticato di uscire dalla gestione del profilo di Conte facendo apparire per errore su di esso la storia destinata invece al gruppo di appoggio per la propaganda dei 5 Stelle.
Se così fosse andata, troverei gravissimo che il Presidente Conte, per coprire quella che tutto sommato è una leggerezza commessa dal suo staff, gridasse invece all’attacco hacker, obbligando gli uomini della Polizia Postale a sprecare risorse umane e tempo in un’inchiesta che non porterebbe a nulla.
Potendo scegliere, io opterei per la trasparenza. Così facendo, però, il Presidente Conte ammetterebbe implicitamente che il suo staff, mentre lui è ancora Presidente del Consiglio, gestisce per suo conto una pagina destinata a delegittimare Renzi che ad oggi è ancora formalmente suo alleato di governo.
Si presenta quindi un dilemma interessante per Conte: gridare all’hacker sprecando risorse statali oppure ammettere di fare propaganda doppiogiochista?
Voi al posto suo, cosa fareste?

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