AEROSPAZIO

Boeing 737 precipitato in Indonesia: iniziate le operazioni di recupero dei resti in mare

In poco più di due anni secondo tragico incidente aereo nel Paese: ci si interroga nuovamente sui livelli di sicurezza e l'addestramento del personale

Le autorità Indonesiane hanno dichiarato poche ore fa di aver iniziato le operazioni di recupero in seguito alla localizzazione della zona di impatto sul mare, dove il Boeing 737 operato da Sriwijaya Air, una low cost locale, precipitava sabato pomeriggio pochi minuti dopo il decollo dall’aeroporto internazionale di Jakarta’s Soekarno-Hatta.

Secondo quanto divulgato dal ministero dei trasporti indonesiano, il volo in questione, Sriwijaya Air Flight 182, sarebbe decollato con destinazione Pontianak, un aeroporto sull’isola di Borneo a circa 740 chilometri di distanza, per un tempo in volo previsto di circa novanta minuti.

Il decollo era stato ritardato per trenta minuti a causa delle forti piogge.

L’aereo, un Boeing 737-500 che offre una capienza di 130 posti era decollato con 62 persone a bordo alle 14:36 ora locale, mentre l’ultimo contatto radar era stato registrato alle 14:40, poco dopo la chiamata radio del pilota che riportava in ascesa passando dai 10,000 piedi (3,000 metri).

Nessuna comunicazione di emergenza è stata ricevuta dalle stazioni preposte al controllo della zona.

Secondo l’equipaggio di un peschereccio che si trovava nelle vicinanze al momento dell’impatto, “l’aereo è precipitato come un fulmine nel mare ed è esploso sull’acqua. Era piuttosto vicino a noi e pezzi di legno ci sono arrivati vicino alla barca in seguito all’esplosione”

La notizia della repentina perdita di quota del velivolo –3,000 metri in meno di un minuto- confermata sul sito di tracciamento radar Flightradar24.com, validerebbe questa versione.

Gli analisti locali temono che questo incidente imporrà un’ulteriore verifica in un paese che si è distinto negli ultimi anni per tragici incidenti aerei, che sembrano avere come comune denominatore una inconsistente aderenza agli standard di sicurezza aerea e programmi di addestramento del personale di volo inadeguati e/o insufficienti.

La carente situazione della sicurezza di volo, ha causato nel tempo, non pochi problemi che hanno pregiudicato evoluzione e crescita dell’aviazione civile, in un paese ancora in via di sviluppo.

Gli stessi vettori low cost in Indonesia hanno sofferto negli ultimi anni uno sviluppo, ritenuto dagli analisti del settore, troppo rapido rispetto alle inadeguate infrastrutture e sistemi di monitoraggio e regolamentazione della sicurezza aerea.

Per più di una decade è stato proibito ad aerei battenti bandiera indonesiana il sorvolo degli spazi aerei europei e statunitensi. Restrizione nel caso dell’EU durata fino al 2018.

A cavallo tra il 2007 ed il 2016 il sistema di regolamentazione del volo indonesiano fu definito carente dalla FAA (Federal Aviation Administration) statunitense, che decise così di abbassarne il “grading” a categoria 2.

Purtroppo questo è il secondo grave incidente aereo nel paese, in un lasso di tempo di poco più di due anni. Il noto incidente di Lion Air volo 610, decollato anch’esso dall’aeroporto di Jakarta, precipitò infatti non lontano dal presunto luogo d’impatto del volo Sriwijaya Air 182 appena 13 minuti dopo il decollo, uccidendo 189 persone incluso l’equipaggio.

In seguito alle analisi, gli inquirenti locali riportarono come cause dell’incidente una combinazione di fattori quali problemi di disegno nel sistema anti stallo del velivolo – il tristemente noto Boeing 737 Max-addestramento insufficiente dei piloti e carenze collegate alla manutenzione.

La causa principale? Il fatto che i piloti non erano mai stati addestrati alla possibilità di un malfunzionamento del sistema e quindi non erano in grado di produrre una risposta adeguata ed efficace alla specifica avaria in volo.

È doveroso riportare che l’aeromobile coinvolto nell’incidente di ieri -il Boeing 737-500- non usa lo stesso software che era stato il punto focale dell’investigazione sugli incidenti del modello MAX.

I sommozzatori della marina indonesiana hanno dichiarato stamane che continueranno le operazioni di recupero nella giornata di domenica, approfittando di una discreta visibilità sul fondo marino.

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