SPECIALE CORONAVIRUS

Un mondo instabile

La terribile sceneggiatura di Washington di qualche giorno fa ha gettato ulteriori ombre su una situazione internazionale già molto difficile.

Avevamo appena finito di scambiarci gli auguri per un buon 2021 ed ecco che le terribili immagini dell’assalto a Capitol Hill ci hanno riportato bruscamente alla realtà di un mondo che non solo continua a dare battaglia ad una pandemia senza fine, ma che si trova ad affrontare nuove sfide dai contorni inquietanti.

Gli Stati Uniti che dovrebbero incarnare la governance mondiale insieme a Cina, Europa e Russia in realtà percepiscono almeno due delle altre potenze come una minaccia e l’altra, l’Europa, come un grande vuoto.

Secondo John Bolton (Consigliere per la sicurezza nazionale sotto l’amministrazione Trump e rappresentante permanente alle Nazioni Unite con George W. Bush), la Cina è una minaccia a livello strategico. È una Nazione con un regime dittatoriale che sta violando il trattato con il Regno Unito su Hong Kong, minaccia costantemente Taiwan, sta annettendo il mar Cinese come se fosse una sua provincia costruendo basi militari su isole artificiali e potenziando la sua flotta in una maniera che non ha precedenti. Ha messo in piedi il più potente programma di guerra informatica ed è in uno stato avanzato nella costruzione di un poderoso sistema anti satellitare. Tutto questo mentre rubano la tecnologia occidentale ricopiando i prodotti. La Russia pur essendo in uno stato di declino con una economia asfittica è comunque una minaccia nucleare seconda a nessuna. Putin sta cercando di ricostruire l’influenza di Mosca ai livelli precedenti la caduta del muro di Berlino e questo basta a farla percepire come una minaccia attiva per gli USA.

La situazione economica mondiale invece richiederebbe uno sforzo comune per fronteggiare la stagnazione secolare che aveva colpito l’economia mondiale dopo la crisi del 2008 (Larry Summers), aggravata ora dalla pandemia.

Eppure il Capitalismo per come lo conosciamo e soprattutto l’enorme sistema finanziario mondiale, globalizzato, non potrebbe funzionare senza la Cina. Né quello Americano né quello della UE. Se togliessimo dalla statistica mondiale i successi economici Cinesi per le altre economie, in linea di massima, rimarrebbe ben poco. Deng Xiaoping 30 anni fa introdusse un sistema economico che assomigliava molto al “free market” occidentale con alcune differenze. La più importante è che egli non consentì la liberalizzazione della Finanza. Mantenne, se vogliamo, il genio nella lampada. Allo stesso modo di quando alla conferenza di Bretton Woods, per stabilire il nuovo ordine economico mondiale, non vennero invitati né banchieri né le grandi corporazioni.

Questa pandemia e la sua conseguente crisi economica stanno proiettando le economie mondiali a livelli post bellici. Questo richiederebbe una cooperazione che come si vede è totalmente assente dall’orizzonte politico mondiale.

La terribile sceneggiatura di Washington di qualche giorno fa ha gettato ulteriori ombre su una situazione già molto difficile. Forse Trump verrà messo in condizione di non nuocere, ma forse no. Rick Wilson del Lincoln project, un gruppo repubblicano che si oppone al Trumpismo, prevede che Donald Trump non mollerà la presa molto facilmente anche dopo che Biden si sarà insediato alla Casa Bianca. Potrebbe fondare un terzo partito in America. I seguaci di Trump rispondono alle sollecitazioni del loro Leader in maniera compatta e come si è visto sono disposti a passare alle vie di fatto. Lo hanno visto per 14 anni alla trasmissione televisiva “l’apprendista”; lo hanno percepito come un uomo di successo, ricco, competente, con influenti amicizie internazionali, che agisce e prende decisioni. Poca importanza che questo fosse veramente lui o no; così è stato percepito da molti Americani. L’impoverimento del ceto medio e la Clinton hanno fatto il resto. Ora dopo 4 anni di Presidenza ci troviamo di fronte ad una situazione che oggettivamente indebolisce gli Stati Uniti sullo scenario mondiale e apre ancora di più ad un periodo di instabilità. Biden non avrà un compito facile. Il suo successo dipenderà molto da quanto rapidamente riuscirà a sconfiggere il Covid-19. Se non ci riuscirà il Trumpismo avrà nuovamente praterie innanzi a sé per ingaggiare battaglia con la nuova amministrazione. Con o senza Donald.

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