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Inaspettate alleanze nell’oligopolio: tutti contro tutti nel mercato e tutti insieme contro le autorità.

Dopo l’Olanda ed il Belgio, a fine ottobre 2020 Huawei era uscita dalla corsa per aggiudicarsi le frequenze 5G in Svezia. Non per scelta sua, si intende, ma per le pressioni politiche che il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno esercitato sul paese scandinavo, portando la Swedish Post and Telecom Authority ad estrometterli dal bando. A beneficiarne principalmente i due colossi nordeuropei Ericsson e Nokia.

Succede però che in soccorso del gigante cinese, e di ZTE, si schieri la stessa Ericsson, con il suo CEO che ha affermato pubblicamente come tale scelta limiti la libera concorrenza ed il commercio, valori fondamentali della sua azienda che “è costruita sull’opportunità di commerciare liberamente”, nonché argine allo sviluppo tecnologico del vecchio continente. 

Il ministro del commercio svedese ha replicato che, pur volendo, la scelta è unicamente nelle mani dell’autorità competente, il cui segretario ad interim ha agito sulla base delle raccomandazioni ricevute dagli apparati di intelligence nazionali.

Senza darsi per vinta Ericsson ha deciso di scendere in campo al fianco di Huawei e ZTE, ingaggiando avvocati per supportare il contenzioso in corso, nonostante le reticenze di gran parte dei legali svedesi, restii a supportare la battaglia cinese.

Mentre il colosso coreano Samsung, secondo alcuni media orientali, vorrebbe colmare il vuoto lasciato da Huawei, cercando di rendere compatibili i propri prodotti con la rete 4G della multinazionale cinese, così da abbattere i costi di produzione, Ericsson, attraverso il suo CEO Börje Ekholm ha annunciato a cavallo tra la fine del 2020 e questi primi giorni del 2021 che, qualora il veto nei confronti di Huawei Technologies Co. Ltd. continuerà a sussistere, la società lascerà la Svezia. La paura della società di telecomunicazioni, nel lungo periodo, è che nella guerra commerciale tra Cina ed Occidente, Ericsson riceverebbe in Oriente il medesimo trattamento riservato alle aziende cinesi in Europa ed USA: l’esclusione dei player internazionali dai progetti 5G nel suo territorio.

In fondo per Ericsson, come disse Enrico IV d’Inghilterra “Il modo migliore di sconfiggere un nemico è di farselo amico”.

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