SPECIALE CORONAVIRUS

La Brexit e il virus

Sono già 55 i Paesi che hanno chiuso le frontiere con il Regno Unito

La variante Inglese del Covid -19 ha generato un’ondata di panico in tutta Europa e non solo. La mutazione del SARS-COV-2 è stata denominata: 501.V2.

Le analisi scientifiche che si sono susseguite dopo l’annuncio di questa nuova scoperta sono tendenti a proiettare un’immagine abbastanza tranquillizzante della situazione. Non è la prima mutazione del Covid-19, e non sarà l’ultima. Ma mentre da una parte si afferma che la variante Inglese non sia più mortale del gemello non mutato, si dice anche che sembra essere molto più trasmissibile. Fino a 70 volte più contagiosa. E ciò è bastato ad allarmare l’Europa ma non solo.

È arrivato a 55 il numero dei Paesi che hanno chiuso le frontiere con il Regno Unito. Gli ultimi in ordine di tempo sono Singapore e le Filippine che a partire dal 23 sera e dal 24 sera, rispettivamente, sospenderanno i voli. Inoltre Singapore ha annunciato che non consentirà nemmeno il transito di quei voli che sarebbero destinati a proseguire verso l’Australia e la Nuova Zelanda. Queste restrizioni saranno applicate a tutti coloro che nei precedenti 14 giorni siano stati o abbiano avuto contatti con il Regno Unito.

La situazione in Europa è molto simile. Dopo l’annuncio della scoperta di questa mutazione del virus e del suo rapido diffondersi nel sud dell’Inghilterra e soprattutto nell’area metropolitana di Londra, gli Stati Europei, in ordine sparso come al solito, hanno provveduto a fermare tutti i voli da e per la Gran Bretagna. Il Presidente Francese Macron è stato il primo, domenica, ad imporre un blocco totale di 48 ore con il Paese d’oltre Manica, incluse le merci in transito a Dover e Calais, con grave danno soprattutto per quelle deperibili. Rapidamente tutte le altre Nazioni Europee hanno seguito. Hanno fatto eccezione la Grecia e Cipro che però richiedono tre differenti test prima di consentire la libera circolazione: un PCR test negativo prima della partenza poi un test rapido all’arrivo ed infine un terzo test dopo un periodo di auto isolamento. 

La commissione Europea, il 22 Dicembre, ha suggerito agli stati membri di alleviare le restrizioni con il Regno Unito consentendo almeno in parte la circolazione delle merci; Questa raccomandazione, è stato specificato dalla Commissione, è appunto, solo un suggerimento e non un’imposizione, e lascia ampia scelta a ciascuno Stato membro di applicare le restrizioni che ritiene più opportune.

Ma questa reazione come detto non è solo Europea; altre nazioni nel mondo hanno provveduto a bloccare i collegamenti: dall’Argentina al Canada, dall’India all’Arabia Saudita molti Governi hanno optato per un atteggiamento prudenziale di fronte a notizie incerte e non chiare. Gli Stati Uniti hanno già delle restrizioni per i passeggeri provenienti dal Vecchio continente, ma non ne hanno aggiunte di ulteriori. Il Governatore di New York, Cuomo, aveva richiesto il blocco dei voli con l’Inghilterra ma il Governo Federale aveva immediatamente rigettato la richiesta.

Intanto anche il Sud Africa è stato colpito dalla chiusura dei voli, poiché numerosi casi della Variante Inglese sono stati lì individuati: Germania, Turchia, Israele, Arabia Saudita sono alcuni dei Paesi che hanno sospeso i collegamenti.

Del resto proprio il ministro della Sanità Matt Hancock aveva ammesso la gravità della situazione ed aveva pronosticato un lungo periodo di isolamento per l’Inghilterra. Come se il Virus avesse di fatto sancito la Brexit, a prescindere dalle trattative ancora in corso. È stato interpretato da più parti che le misure imposte domenica sera dalla Francia fossero anche un tentativo di mettere ulteriore pressione su Boris Johnson e sulle trattative in corso. Il 31 Dicembre scade infatti il termine ultimo per il raggiungimento di un accordo per una Brexit ordinata e regolamentata. Vedere le lunghe file di Tir a Calais ed a Dover è stato un anticipo della situazione da incubo che potrebbe svilupparsi in presenza di un “no Deal”.

Appare evidente che questo Virus oltre a pretendere il quotidiano tragico pedaggio di morti sta causando una profonda modifica in quella che fino a ieri era conosciuta come globalizzazione. Mentre il web rimane davvero una connessione mondiale, il commercio ma soprattutto gli spostamenti umani stanno subendo un forte ridimensionamento. Questo dovrà per forza portare a ripensare il mondo, la finanza e la relazione tra Stati ed il peso specifico dei Governi in relazione a tutto ciò. E forse non è detto che sia un male. Basta non sprecare l’opportunità che ci viene offerta da questa peste.

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