CAMPANELLO DI ALLARME

Amazon ti metterà a nudo e conoscerà i tuoi chili di troppo

Il colosso di Jeff Bezos conosce di noi più cose di quanto noi siamo in grado di ricordare. Oltre a interessi, gusti, preferenze, consumi, necessità e urgenze, adesso non si accontenterà di conoscere la taglia più o meno approssimativa dei nostri indumenti, ma saprà “radiografare” ogni misura per confezionare magliette perfette per il corpo di chi è destinato ad indossarle.

Il sarto virtuale è in realtà nascosto nel telefonino del compratore. Una serie di riprese con la videocamera dello smartphone consentirà ad un sofisticato programma di elaborare immagini e prospettive fino a realizzare una sorta di manichino digitale le cui proporzioni coincidono con il fisico dell’acquirente del capo di abbigliamento.

Il dispositivo – che abitualmente adoperiamo per telefonare, inoltrare e ricevere messaggi, navigare in Rete, scattare foto e girare filmati – si trasforma in una sorta di “body scanner” che con grande rapidità ed adeguata precisione ridisegna il corpo del cliente e permette di costruirne un clone 3D corrispondente alla realtà.

In questa maniera Amazon è in grado di far arrivare a casa una t-shirt “su misura” al prezzo di 25 dollari. L’iniziativa è la concretizzazione delle attività del suo nuovo marchio “Made for You” che certo non passerà inosservato e che è destinato a rivoluzionare il mercato “fashion” reso già traballante da crisi e lockdown.

L’euforia per la straordinaria trovata si spegne presto nel cervello di chi si ostina a preoccuparsi del futuro economico di un Paese tecnologicamente del Terzo Mondo come il nostro. Almeno due i motivi di apprensione e le relative domande immediatamente abbinate. Perché invece di concentrarci su “app” di dubbia utilità, non si incentiva lo sviluppo di soluzioni che possano costituire il volano delle nostre potenzialità produttive? Che fine faranno la sartina o il maestro di taglio e cucito che fino ad oggi puntavano sulla loro capacità di modellare una camicia o un abito nel rispetto delle forme di chi si aspettava da loro un capo “ad hoc”?

Restano i problemi di privacy, che – dinanzi ad un apocalittico orizzonte di disoccupazione e serrande abbassate – passano certamente in second’ordine.

Chi conosce la Rete e il contesto del commercio elettronico sa bene che non è certo la prima iniziativa di questo genere ad affacciarsi sul mercato. Già nel 2014 la startup britannica “Unmade” aveva realizzato una piattaforma per la personalizzazione delle taglie puntando al successo dei suoi marchi “New Balance” e “Rapha”. Tre anni dopo la giapponese “Zozo” aveva addirittura preparato una tuta aderente coperta da pallini bianchi che permetteva al cliente che la indossava di acquisire le misure per una ricostruzione tridimensionale del suo corpo e per un successivo acquisto mirato, ma il pubblico è sembrato poco interessato a questa opportunità.

L’anno scorso “Laws of Motion” ha provato a fare abiti su misura mettendo a disposizione addirittura 99 micro-taglie combinabili tra loro per ottenere la maggiore aderenza al fisico del compratore. L’esito di questa sperimentazione non è noto perché forse è ancora troppo presto per tirare le somme.

Senza dubbio Amazon parte avvantaggiata per candidare il suo “Made for You”: la disponibilità di archivi sterminati e zeppi di dati personali riesce a fare “su misura” anche la semplice proposta che saprà ricalcare gusti e abitudini.

Un tempo la si chiamava “conoscere il cliente” e qui Jeff Bezos ha tutti gli strumenti per dimostrare una dimestichezza senza confronti.

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