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Paolo Rossi facci sognare ancora in tempo di Covid

Mi faccio la barba e il gesto automatico della lama che scorre mi evita di tagliarmi mentre si sovrappongono nello specchio fotogrammi dei Mondiali del 1982.   La lama si ferma e mentre osservo le rughe che mi separano dall’estate di quasi 40 anni fa, capisco che dovrò moltiplicare gli sforzi affinchè questi fotogrammi non paralizzino la mia attività durante tutto il giorno.

Apro un cassetto pieno di fotografie per cercare quella in Piazza del Popolo con la nostra 500 stipata all’inverosimile e la bandiera più grande del cinquino stesso.  Non la trovo ma non fa niente.  Alla prova stampata che siamo tentati di rifotografare per sbandierarla sui social e dire “c’ero anch’io”, sostituisco la riproduzione casuale, solo mia, della playlist mentale che nessuno può scaricare o decrittare.  

Come per le Twin Towers, sappiamo dove e con chi eravamo quando l’Italia battè il Brasile 3 a 2 o quando ci assembrammo l’11 luglio per le strade di Roma.  Il 1982 è quello spartiacque dei ricordi dove la gioventù lascia il passo al nostro destino.   Paolo Rossi squarcia il nostro presente coviddato e ci fa sognare nuovamente un’Italia mai compiuta.  

Non sono un vero tifoso, sono di quelli che quando gioca la Nazionale hanno una scusa in più per riunire gli amici, quello che quando si facevano le squadre nel cortile era l’ultima scelta o la prima con il lapidario “tu vai con loro”.  Più che la magia del genio calcistico e del gioco di squadra, delle tattiche e dei contropiedi, Paolo Rossi è per me la gioventù spensierata e sognatrice e l’Italia della rappresentazione magnifica che tanto ci serve in questo momento.

Per gli italiani Maradona è Napoli e l’universo al tempo stesso, Paolo Rossi è il tricolore puro e solo per oggi mi prendo la sacrilega licenza per dire che è più istituzionale del Presidente della Repubblica, fra i pochi che ci fanno fare bella figura nel mondo.  Paolo Rossi oggi sei la versione funzionante della App Immuni, il test che ci dice che nonostante le difficoltà possiamo realizzare i nostri sogni.

Meno male che vedo quella stupida risatina allo specchio quando penso a Paolo Rossi il comico quando gli chiedono “parente di Paolo Rossi il calciatore?”

Aggiungo uno scontato e forse retorico, ma unicamente mio rivolo-torrente ai fiumi di inchiostro che scorreranno su Paolo Rossi e ciò che rappresenta.   Saranno tanto simili a questo, con varie sfaccettature ma oggi ci accomuna la voglia di sognare oltre il Covid.  Le zone rosse arancioni e gialle oggi sono verdi bianche e di un rosso vivo e diverso.

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