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Rischio e Generazione “Z”

Qualche tempo fa, osservando mia figlia di dodici anni, passare parte del suo tempo su Youtube, ho voluto approfondire questo suo particolare interesse (anche se mi è sembrata più una vera e propria dipendenza) per capire, essendo un padre oltretutto serenamente paranoico, che strumenti avrei potuto adoperare per proteggerla, ma soprattutto per renderla consapevole dei rischi che si corrono utilizzando i canali social.

In particolare, proprio Youtube, luogo virtuale e senza controllo, dove ogni giorno i cosiddetti youtuber, attivano dei canali personali intasando la rete di contenuti di qualsiasi genere e che trovano seguito in migliaia di ragazze e ragazzi, tutti rigorosamente appartenenti alla “Generazione Z”.

Ovviamente ho provato a capire quale fosse la ragione di così tanto successo e così, armato di pazienza e di speranza, ho condiviso con lei la visione di qualche filmato. Devo dire che il livello di pericolosità rilevato, ovviamente secondo la mia percezione personale, è risultato, per la maggior parte dei video “esaminati”, molto basso; per fare un paragone con le cose che vedevo alla mia età, circa 40 anni fa quando la televisione era a colori solo per pochi, direi che siamo ad un livello che si pone tra “Giochi senza frontiere” e “Bim Bum Bam” (anche se quest’ultimo è molto più moderno per me).

Ma veniamo ai fatti: durante la visione di uno di questi “innocui” canali, mia figlia manifesta la sua attrazione per la protagonista dei video, confidandomi di essere una sua grande fan e che le farebbe tanto piacere poterla incontrare e conoscere e che vorrebbe scoprire dove abita.

Conto fino a dieci (anche qualcosa di più), respiro profondamente, ci rifletto e me ne faccio una ragione. D’altronde ha dodici anni ed è normale avere il desiderio di conoscere i propri idoli, e poi i contenuti dei filmati che vengono postati (quotidianamente!) non sono così pericolosi…

Certo le aspettative erano di tutt’altro tipo, ma pretendere diversamente sarebbe una battaglia persa in partenza.

Quindi, che cosa rispondere? Grazie al cielo nonostante il tempo (poco per fortuna) passato su Youtube, gli interessi della bambina sono molti e soprattutto ha una curiosità fuori dal comune; ecco quindi il colpo di genio e azzardo: “Vuoi sapere dove abita? Sono sicuro che se esamini bene i filmati trovi gli indizi che ti servono per conoscere l’indirizzo esatto della tua youtuber preferita”. Ad essere sincero mi aspettavo una risposta della serie “Scialla!” invece, stuzzicata la sua curiosità, accetta la sfida, anche se con il timore che sarà praticamente impossibile, perché pare che la “tipa” ci tenga molto alla sua privacy e non voglia far sapere a nessuno dove abita (dura la vita degli Youtuber famosi…).

Non resta che aspettare, fiduciosi.

Passano due giorni e me la vedo arrivare trionfante, si siede nel mio studio e mi dice “E’ stato più semplice del previsto, ho l’indirizzo esatto, palazzina e piano compresi”. Vi lascio immaginare l’orgoglio di padre in quel preciso momento, faccio uno sforzo enorme, cercando di nascondere l’entusiasmo e mostrando un normale interesse, le chiedo quindi, con calma, di illustrarmi i risultati della sua investigazione.

“Ascoltami bene…” inizia, “durante i suoi video Maria (nome di fantasia), si lascia scappare di essere a Frittole (altro nome di fantasia) dove ha comprato la sua nuova casa, indizio numero uno. 

In un altro video, di sfuggita e riflesso nello specchio, si intravede fuori dalla finestra una ciminiera e molto verde, indizio numero due. 

Poi un giorno hanno postato un filmato dove, insieme al fidanzato, fanno passeggiare il loro cane sotto casa tra aiuole dalle forme strane e per un attimo ho visto anche l’ingresso della palazzina, indizio numero tre. 

Da ultimo, durante un “live” (immagino che sia una trasmissione in diretta ndr) Maria si lascia sfuggire che ha comprato un oggetto nel supermercato sotto casa dicendo addirittura il nome del negozio, indizio numero 4 e ultimo.” 

Mantengo la calma e le chiedo “Quindi?” “Quindi ho trovato l’indirizzo, sono andata su Google Maps e ho messo il nome del supermercato e la città di Frittole, ho trovato 5 posti che rispondevano alle caratteristiche degli indizi, per ognuno di loro ho fatto un zoom e in uno di questi ho notato delle aiuole simili a quelle dove hanno fatto passeggiare il loro cane, poi con lo Street View ho visto proprio l’ingresso della palazzina e il numero civico, il piano invece l’ho riconosciuto dalle piante che si vedevano in alcuni loro tutorial che hanno messo in rete. È stato facilissimo!!!”.

Non faccio in tempo a dire niente, che vengo anticipato da mia figlia la quale, con una espressione completamente diversa dalla precedente, mi dice con aria preoccupata: “Certo se è così facile trovare un indirizzo è proprio pericoloso postare video su Youtube”.

Game – Set – Match!

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