RETI & SISTEMI

Trasformazione Digitale e Blockchain: la risposta ad un bisogno

Lo sviluppo della Blockchain e del Bitcoin è stato giustamente considerato la Terza Rivoluzione dell’Informatica e la Quarta Rivoluzione Industriale.

La sua evoluzione e crescita, con l’avvento di Ethereum e degli smart contract, ha visto una ulteriore accelerazione. Ciò ha dominato quella che potremmo definire la seconda era della Blockchain. Ma essa è stata prodromica alla terza, ovvero la diffusione delle ICO (Initial Coin Offering). A cui grazie alla necessità di emissione di nuovi e più tipici strumenti digitali è seguita la quarta era, ovvero quella delle IEO (Initial Exchange Offering). Da qui si è apprezzata la necessità di un sempre maggiore consolidamento, lasciando emergere quella che potremmo definire la quinta era, le STO (Security Token Offering). Per arrivare alla sesta era, ovvero quella dei DEX (Decentralized EXchange) ed alla settima quella della DeFi (Decentralized Finance). Mentre già è all’avvio l’ottava era digitale, ovvero quella delle CBDC (Central Bank Digital Currency), che darà il via ed avrà come risposta della popolazione la nona era, ovvero la DeEc (Decentralized Economy).

In sintesi 9 ere in dieci anni: mai accaduto prima.

Come si spiega?

Quali sono le motivazioni profonde di tutto ciò?    

Nelle precedenti rivoluzioni industriali abbiamo assistito ad eventi simili solo quando si andava a dare risposta ad un bisogno profondo: si pensi a Ford ed all’avvento dell’automobile, quale risposta al bisogno di autonomia, indipendenza e libertà di muoversi.      

Quanto descritto mostra l’esplosivo e dirompente fattore di crescita delle blockchain technologies. Una crescita questa della blockchain paragonabile solo alle precedenti rivoluzioni industriali se consideriamo l’arco temporale di soli dieci anni in cui tutto ciò è accaduto. Ma se ciò è accaduto, lascia ben comprendere che tale risultato trova fondamento in basi più profonde che non riguardano la tecnologia o l’innovazione, ma piuttosto trovano in esse la soluzione e la forma più attuale di sfogo di una mancanza, di un disagio, di una necessità. In altre parole, seppure i risultati siano sorprendentemente nuovi, il paradigma permane lo stesso: l’interazione uomo-innovazione per soddisfare un bisogno. Più i bisogni sono intimi più il cambiamento è veloce, intenso e profondo.

Oggi osserviamo un contesto sociale che trova le sue estrinsecazioni di insuccesso in molteplici fattori; primi fra tutti: 

  • Impermeabilità ai Sistemi Valoriali,
  • Impropria e disomogenea Distribuzione della Ricchezza,
  • Sfruttamento anti-ecosostenibile (e non non-ecosostenibile) delle Risorse Naturali,  
  • Inadeguatezza dei sistemi formativi, 
  • Inefficacia del sistema di competenze, know how e skills rispetto alle richieste di mercato,
  • Distanziamento tra Governance, Management e Operation.  

Da ciò si genera l’attuale e decadente meccanismo dell’impoverimento (meccanismo di perdita del valore ed accentramento della ricchezza), rappresentato nello schema seguente dove le dimensioni dei riquadri e delle lettere sono altrettanto significanti quanto ai contenuti dei contenitori.

Al fine di proteggere la sicurezza economica-finanziaria, i Governi da un lato e i big player della Finanza e della Produzione dell’altro sono stati costretti a correre ai ripari generando Tendenze di Conservazione:

  • Accentramento del Potere,
  • Limitazione delle Libertà Personali,
  • Inasprimento della fiscalità e delle pressioni sulle aziende,
  • Impoverimento delle masse (cognitivo-culturale, etico-morale, economico),
  • Uso elitario dell’informazione,
  • Impiego impositivo/“coercitivo” di tecnologie,
  • Defacciamento di individui, innovazioni o tecnologie scomode, o semplicemente amplificazione della visibilità di ambiti e settori diversi, a scapito di quelli in grado di creare valore socio-economico e redistribuzione della ricchezza. 

Come in una patologia se quelli di cui sopra sono i sintomi  su scala macroscopica, proviamo a comprendere ad una granularità più alta e quindi ad una sensibilità più profonda, ciò a livello sistemico a cosa sia dovuto.

Il Fallimento è nello SPACE (acronimo di Self, Purpose, Audience, Code, Experience)

Self: 

Transizione repentina da identità personale ad identità collettiva transnazionale, senza passare da identità nazionali (per carenza, disinteresse o mancanza di senso di appartenenza).

Purpose: 

Assenza o parziale e frammentaria comprensione di strategie globali sostenibili ai livelli istituzionali globali.

Audience: 

Spasmodica necessità di apparire più che di essere espressione e rappresentanza di interpretazioni valoriali della realtà e del presente.

Code: 

Sistemi formativi, cognitivi, di conoscenza, di competenza e di comunicazione obsoleti rispetto ai rapidissimi mutamenti di scenario, ovvero aggressione verbo-funzionale atta ad incutere disvalore ed inopportunità del singolo rispetto ai trend, che si intendono promuovere opportunisticamente. 

Experience: 

Mancanza istituzionale di esperienza ed istinto di conservazione avverso l’emersione di nuove forme di democrazia, governo, management, produzione, business e finanza.

E se la Blockchain, con i suoi meccanismi di partecipazione, consenso, inclusione, ma anche trasparenza, riservatezza, privacy e sicurezza fosse la risposta a questo stato dei fatti?

In tal caso non sarebbe più una tecnologia, ma un emergente e rivoluzionario modo di pensare ed interpretare la realtà.

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