AEROSPAZIO

Starship, ultima frontiera

Inizia la fase di test che porterà ai voli interplanetari

Il mondo dell’esplorazione spaziale sta per entrare in una nuova, eccitante fase del suo sviluppo, attraverso la costruzione ed il test di Starship, il più pesante veicolo spaziale mai realizzato dai tempi del razzo Saturn V che ha portato gli uomini per la prima volta sulla Luna. 

L’astronave nuova di zecca che in questi giorni fa bella mostra di sé nello spazioporto di Boca Chica in Texas ha superato negli scorsi mesi tutta una serie di test statici, culminati in un lancio che di recente l’ha portata a sollevarsi da terra per un’altitudine di circa 150 m.

Il test previsto in questi giorni– tempo atmosferico permettendo – si pone invece obiettivi molto ambiziosi, e costituisce di fatto una pietra d’angolo del processo di costruzione delle nuove capacità umane nell’esplorazione dello spazio. Starship e i suoi motori Raptor verranno provati durante un volo dell’altitudine prevista di poco più di 12 km, un test atmosferico affidabile per determinare la consistenza delle prestazioni operative dell’astronave nel suo complesso.

Il veicolo, dell’altezza di 30 m e del diametro di 9, si presenta come un proiettile affusolato, la cui linea è perturbata unicamente dalle “pinne” orientabili che servono a consentirle le manovre in atmosfera e che sono cardinali nell’assicurare una fase di rientro e di atterraggio morbida a pochi metri dal luogo di lancio. Il test è di grande importanza poiché il superamento dello stesso consentirà alla SpaceX di approntare in tempi brevi una serie di lanci orbitali che serviranno a dimostrare altre capacità, prodromiche alla vera missione di Starship: il volo interplanetario. 

I prossimi mesi vedranno infatti, in caso di successo, diverse Starship sollevarsi dal suolo e raggiungere l’orbita terrestre, al fine di testare delle manovre di docking non diverse da quelle che furono provate nelle fasi preparatorie delle missioni Apollo. In questo caso, tuttavia, tali manovre saranno finalizzate non all’estrazione del LEM da parte del modulo di comando, quanto piuttosto ad assicurare all’astronave l’autonomia necessaria per raggiungere Marte. È infatti previsto che le Starship destinate a compiere il viaggio verso il Pianeta Rosso partano con una provvista di carburante inferiore rispetto a quella che sarebbe necessaria a coprire la distanza. Il rifornimento vero e proprio avverrà in orbita da parte di una seconda Starship lanciata a questo scopo, e che dopo aver effettuato il proprio lavoro di benzinaio spaziale, rientrerà sulla Terra. 

Secondo quanto dichiarato qualche giorno fa da Elon Musk, il geniale imprenditore che sta dietro l’intero sforzo visionario di SpaceX, la prima missione senza equipaggio delle Starship verso Marte sarà possibile per il 2022, quando l’allineamento tra la Terra e Marte sarà ottimale. Ancora più eccitante per gli appassionati è la data in cui Musk si aspetta di lanciare una missione con equipaggio che porti per la prima volta degli esseri umani sulla superficie del Pianeta Rosso. Tale storica missione, a meno di imprevisti che in questo momento non appaiono verosimili, è prevista per il 2026, preceduta nel 2024 da una serie di voli preparatori che porteranno nella zona di atterraggio una serie di Starship automatizzate, le quali avranno il compito di fare arrivare su Marte tutti i materiali necessari alla costruzione di un primo habitat minimo, pronto a garantire agli astronauti una base di riparo e confort durante la loro prima missione. Una volta installato, questo habitat sarà il primo nucleo di un insediamento più grande, il quale nel tempo dovrebbe diventare il primo villaggio marziano.

La nuova fase dell’esplorazione di Marte, prevista a partire dal 2030, raggiungerà dunque lo scopo dichiarato fin dall’inizio da parte di Elon Musk: quello di rendere la specie umana interplanetaria, assicurando non solo l’espansione della conoscenza scientifica, ma anche le condizioni adatte a ospitare al di fuori della terra persone che scelgano di vivere e lavorare su altri mondi. Come questa nuova società si formerà, quali leggi adotterà, e quale impronta culturale lascerà nella storia dell’uomo è per il momento oggetto di speculazione, ma costituisce di fatto una nuova speranza per quanti vedono nel progresso scientifico l’opportunità migliore per l’evoluzione della nostra civiltà.

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