AI & ROBOTICA

Faccia da Lola

Il software di Cainthus porta l’intelligenza artificiale nelle stalle

L’Intelligenza Artificiale (AI) sta portando rapidi cambiamenti alle nostre vite. Utilizzando i software giusti, i computer possono imparare a svolgere compiti lunghi e noiosi al posto dell’uomo, come individuare cellule cancerose o far funzionare automobili a guida autonoma.

Alcuni di noi ricorderanno uno spot pubblicitario in cui un bambino, al primo sorso, esclamava il nome della mucca che, a suo dire, aveva sicuramente prodotto il latte che stava bevendo. Ancora non siamo arrivati a tanto, ma l’intelligenza artificiale ci si sta avvicinando a questo scenario.

La Società Irlandese Cainthus, fondata nel 2016 dai fratelli David e Ross Hunt e da Robin Johnson, utilizza software predittivi per monitorare il benessere del bestiame, fra i quali uno strumento per il riconoscimento facciale per le mucche. Al momento è alla ricerca di ulteriori fondi per espandere l’utilizzo dell’automazione nel settore zootecnico.

Secondo quanto riferito dalla Società in occasione della collaborazione con la Cargill, grande multinazionale attiva nel settore alimentare, con il nuovo software “saranno raccolti dati ritenuti fondamentali per l’allevamento, quali assunzione di cibo ed acqua, rilevamento della temperatura e schemi comportamentali”. 

David Hunt ha dichiarato: “La Cargill è un partner a noi congeniale, data la capacità di portare nel mondo competenze digitali applicabili al mercato e per l’abilità nel comprendere come la tecnologia possa veramente aiutare gli allevatori ad avere successo, riuscendo a scalare efficientemente le dimensioni del proprio business”.

“Il software analizza i dati che influiscono sulle decisioni da prendere in una fattoria e che possono avere impatto sulla produzione di latte, sulla riproduzione e sulla gestione della salute e del benessere globale dell’animale” ha spiegato la Compagnia. La tecnologia riesce ad identificare ogni singola mucca attraverso i suoi tratti distintivi in pochi secondi per rilevarne l’identità, registrando caratteristiche e movimenti individuali, basandosi su un archivio di immagini, popolato con le foto dei singoli capi di bestiame.

Per poter fruire però di tali strumenti, gli allevatori dovranno rendere più tecnologiche le proprie stalle e fattorie: il monitoraggio costante degli animali richiede l’utilizzo di telecamere e capacità computazionale. I dati sono caricati su cloud per un’ulteriore analisi e per offrire agli utenti la possibilità di operare e consultare le proprie operazioni sia via web che tramite applicazione.

La velocità di calcolo e l’elevata accuratezza di tali sistemi di AI consentono al sistema di esclamare, analizzando un muso bovino, in pochi secondi e con quasi assoluta certezza (come il bambino nella pubblicità del latte): “E’ quello della Lola”.

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