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Professioni qualificate? Secondo l’ISTAT i preveggenti e i chiromanti

avete figli, nipoti o amici che cercano lavoro? ecco la soluzione

E’ sempre più difficile indirizzare un giovane al mondo del lavoro. Il pianeta universitario – ad esempio – si impegna a modellare percorsi didattici tagliati a misura su quelli che possono profilarsi come sbocchi professionali.

Lo sforzo accademico e la bibbia delle professioni

L’Università della Calabria è uno degli Atenei che ha mostrato sempre grande attenzione all’adeguatezza degli studi rispetto gli scenari in cui la popolazione studentesca dovrà inserirsi. Conversando con il professor Roberto Guarasci, in quell’Ateneo direttore del dipartimento di Lingue e Scienze dell’Educazione, sulle prospettive occupazionali è saltato fuori un sorprendente documento dell’ISTAT, intitolato “Classificazione delle professioni”.

E’ una sorta di Bibbia che cataloga in maniera rigorosa quelli che sono i mestieri qualificati e proprio quel “qualificati” si profila in alcuni casi umoristico (o drammatico a seconda dei più o meno clementi punti di vista) e meritevole di un rapido esame.

Il documento è disponibile online e la sua consultazione può riservare sorprese senza dubbio interessanti.

Provate ad andare a pagina 256

Chi non ha voglia di scorrere il testo integrale può arrivare direttamente a pagina 256 e, a fondo di quel foglio che si presenta sullo schermo, può trovare con codice “5.4.2” le “professioni qualificate nei servizi ricreativi, culturali ed assimilati”.

Nella descrizione si osserva che “Le professioni comprese in questa classe … assecondano le credenze delle persone sull’astrologia, sulla chiromanzia e sulla preveggenza in genere…”.

I puritani saltano sulla sedia e qualcuno tra loro invoca l’articolo 661 del codice penale “Abuso della credulità popolare”. In realtà il reato di “Chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare” è punibile con una sanzione amministrativa solo “se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico”.

I forcaioli, quindi, devono sotterrare l’ascia di guerra.

Chi non è svenuto, o comunque non si è fatto prendere dallo sconforto, può voltare pagina e leggere la categoria “5.4.2.3 – Astrologi, preveggenti, chiromanti e professioni assimilate”.

L’ISTAT mostra particolare rigore e spiega che “Le professioni comprese in questa categoria predicono il futuro alle persone, le informano sugli esiti delle loro azioni e dei loro comportamenti, danno indicazione per prevenire eventuali esiti negativi auspicando eventi positivi attraverso l’astrologia, la chiromanzia, la lettura della mano ed altre pratiche simili”.

Naturalmente non è finita. Le precisazioni infatti arrivano a pagina 258 dove si apprende che “La Categoria è composta da una Unità professionale: 5.4.2.3.0 – Astrologi, preveggenti, chiromanti e professioni assimilate”.

La corposa pubblicazione dell’ISTAT – che fotografa quello che un tempo era un popolo di eroi e navigatori – approfondisce ulteriormente.

Si legge infatti che “Le professioni comprese in questa unità predicono il futuro alle persone, le informano sugli esiti delle loro azioni e dei loro comportamenti, danno indicazioni per prevenire eventuali esiti negativi auspicando eventi positivi attraverso l’astrologia, la chiromanzia, la lettura della mano ed altre pratiche simili”.

Perché non coinvolgere questi specialisti per risolvere la pandemia?

La definizione dell’ISTAT, indiscutibilmente doviziosa di particolari, è senza dubbio suggestiva.

Perché il Governo – che già ha scomodato la Ferragni – non si avvale di queste “professioni qualificate” per spiegare alla gente cosa potrà ancora succedere con la pandemia (“predicono il futuro alle persone”), per sconsigliare condotte inopportune per il contagio in corso (“le informano sugli esiti delle loro azioni e dei loro comportamenti”) e per suggerire le precauzioni basilari (“danno indicazioni per prevenire eventuali esiti negativi”)?

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