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Chi ha due figli conviventi, scelga con chi fare il Natale

Spietato. Inesorabilmente spietato, ma “dura lex, sed lex”.

Sbaglia chi vede l’avvocato Conte nei panni di Erode, ma colpisce nel segno chi ritiene che il Premier non abbia ben presente il funzionamento dei gradi di parentela.

Se è vero che al pranzo per il Santo Natale potranno partecipare solo i parenti di primo grado, sono previste lotte fratricide per aggiudicarsi in famiglia un posto a tavola. Se una coppia ha due figli, uno dei due – infatti – dovrà essere escluso dal partecipare al convivio ed essere posto in una sorta di isolamento fiduciario.

Il motivo è semplice e chi ha dei dubbi sull’attendibilità di questo scritto può ritrovare analogo contenuto persino sul sito dell’INPS (sempre che gli hacker dell’inamovibile Tridico non ne impediscano la consultazione).

Il figlio è legato al padre da parentela di primo grado ma non si può dire la stessa cosa del vincolo con il fratello, che è di secondo grado nella concatenazione figlio-padre-figlio. Lo stesso dicasi per il rapporto tra nipote e nonno segnato inesorabilmente dal passaggio attraverso il padre…

I cugini sono addirittura di quarto grado (figlio-padre-nonno-zio-cugino, dove basta contare i trattini che indicano ognuno un grado di parentela) e quindi è prudente non sentirli nemmeno al telefono in occasione delle festività….

Qualcuno arriva addirittura a pensare che il primo lockdown della storia sia avvenuto nel Paradiso Terrestre e che la brutta pagina di Caino ed Abele sia dovuta alla interpretazione letterale di un DPCM ante litteram.

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