TUTELA DEI MINORI

L’altra faccia della pandemia: aumentano i rischi per i minori sempre più esposti

L’allarme lanciato da un rapporto pubblicato dall’INTERPOL lo scorso settembre

La problematica in sintesi la ritroviamo nelle parole del Segretario generale dell’INTERPOL, Jürgen Stock:”Ciò che il rapporto mostra è che stiamo assistendo solo alla punta di un iceberg in crescita in termini di materiale online sullo sfruttamento dei minori”.

Nel documento si può leggere un’analisi del comportamento sia degli autori di reato che delle vittime colpite dalle misure per contenere la pandemia. La mancata denuncia di abusi sessuali su minori e una maggiore condivisione di materiale concernente lo sfruttamento sessuale minorile attraverso reti peer-to-peer, sono tra gli effetti della pandemia COVID-19, secondo una valutazione dell’INTERPOL.

Il rapporto evidenzia le tendenze e le minacce nel contesto attuale rispetto alle misure pre-pandemiche, quale impatto queste stanno avendo a breve termine e quali cambiamenti potrebbero verificarsi quando le restrizioni COVID-19 cambieranno.

“È importante ricordare che ogni foto e video di abusi sessuali su minori è la prova di un vero crimine che coinvolge bambini reali. Ogni volta che viene visualizzata un’immagine, quei bambini vengono nuovamente vittimizzati e la loro vera sofferenza si prolunga ulteriormente”.

“Dobbiamo fare di più per assicurarci che le forze dell’ordine che indagano su questi orribili crimini abbiano il supporto di cui hanno bisogno, ed è qui che la cooperazione tramite INTERPOL gioca un ruolo vitale nella lotta a questo crimine transnazionale”, ha aggiunto Stock.

I principali cambiamenti dei fattori ambientali, sociali ed economici dovuti alla pandemia che hanno avuto un impatto sullo sfruttamento e abuso sessuale dei minori in tutto il mondo includono:

  • la chiusura delle scuole e conseguente spostamento verso ambienti di apprendimento virtuali;
  • l’aumento del tempo che i bambini trascorrono online per scopi di intrattenimento, sociali ed educativi;
  • la limitazione dei viaggi internazionali e rimpatrio di cittadini stranieri;
  • l’accesso limitato ai servizi di sostegno della comunità, all’assistenza all’infanzia e al personale educativo che spesso svolgono un ruolo chiave nell’individuazione e nella segnalazione di casi di sfruttamento sessuale minorile.

Con questo aumento degli ostacoli per le vittime nella denuncia di reati o nell’accesso al supporto, si teme che alcuni episodi possano non essere mai denunciati, dopo un sostanziale ritardo.

Forum sulle Darknet

Altri risultati includono un aumento delle discussioni sui forum inerenti questa tematica all’interno delle Darknet. Gli autori di reati sessuali con l’esperienza tecnica necessaria per amministrare i forum hanno avuto più tempo per crearne di nuovi, mentre gli utenti hanno beneficiato di più tempo online per organizzare le loro raccolte pedopornografiche.

Il live streaming dello sfruttamento sessuale minorile a pagamento ha visto un aumento negli ultimi anni, con una domanda che probabilmente aumenterà ulteriormente a causa delle limitazioni dei viaggi. È probabile che anche l’offerta di materiale pedopornografico trasmesso in live streaming aumenti poiché le vittime potrebbero essere di gran lunga più sfruttate grazie alle difficoltà economiche in aumento.

Nelle aree gravemente colpite da COVID-19, è probabile che anche le situazioni in cui i genitori siano ricoverati in ospedale ed i bambini siano affidati alle cure di altri o non siano assistiti, aumentino il rischio di abusi.

Nel report si evidenzia inoltre, anche un aumento del materiale autoprodotto distribuito in chiaro sulla rete.

Segnalazione ritardata di abuso

L’impatto di COVID-19 sulle forze di polizia include:

  • una riduzione o un ritardo nella segnalazione dei reati che riguardano i minori;
  • una riduzione dell’uso del database INTERPOL sullo sfruttamento sessuale dei minori da parte dei paesi membri;
  • una riduzione delle risorse umane specializzate, solitamente indirizzate alle indagini su minori e dirottate verso altre attività in relazione alla pandemia;
  • cambiamenti nei processi e nell’efficienza dovuti ai vincoli tecnici del lavoro da casa che ha avuto un impatto sia sulle forze dell’ordine che sui fornitori di servizi elettronici che segnalano casi alle autorità;
  • chiusure giudiziarie che comportano ritardi nell’elaborazione dei casi.

Le raccomandazioni per le forze dell’ordine per affrontare le minacce aggiuntive presentate dalla pandemia COVID-19 includono:

  • creare campagne di prevenzione e sensibilizzazione per vittime e genitori in merito al rischio di abusi online, anche attraverso piattaforme di gioco, messaggistica e social media.
  • Condurre esercizi di mappatura degli “incidenti” nelle scuole per identificare i problemi emergenti relativi alla fattispecie minorile, ad esempio gli incidenti di “adescamento con Zoom”.
  • Garantire che le linee dirette di SOS rimangano aperte e dotate di personale, considerando anche ulteriori modi per segnalare i reati, come servizi di sms gratuiti, canali di segnalazione integrati per i bambini attraverso giochi, social media e servizi di messaggistica.
  • Condividere regolarmente le informazioni relative ai reati di abuso su minori online con INTERPOL, che può supportare e coordinare le indagini in diverse giurisdizioni.

Il rapporto in forma integrale è disponibile sul sito ufficiale dell’organizzazione di polizia internazionale.

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