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Osservatorio di Arecibo: uno dei più grandi radiotelescopi al mondo sta crollando

Pessime notizie da Puerto Rico, dopo i danni riportati dalla struttura in agosto, stavolta salta un cavo principale. A rischio di crollo l’intera cabina.

Uno dei cavi principali spesso 9 cm, che sostiene l’Osservatorio di Arecibo si è rotto il 6 Novembre alle 19:39 ora locale, 00:39 di sabato 7 ora italiana. Al contrario dell’incidente del 10 Agosto, che ha coinvolto un cavo accessorio, il cavo di quest’ultimo incidente non si è sganciato dal suo connettore. Si è rotto ed è crollato sul piatto riflettore al di sotto, causando ulteriori danni al piatto ed anche agli altri cavi posti nelle vicinanze. Ambedue i cavi erano connessi alla medesima torre di supporto. Nessuno si è infortunato e gli ingegneri sono già a lavoro per stabilizzare la struttura. 

La piattaforma del telescopio è sospesa tra tre torri a più di 150 metri di altezza dal piatto riflettente di più di 300 metri di diametro, già sfregiato in Agosto da un danno lungo più di 30 metri. Sebbene possa sembrare relativamente piccola, la struttura sospesa pesa 900  tonnellate ed è davvero gigante: nella sola cupola che contiene il sistema riflettore, potrebbe entrare una villetta!

Ciascuna torre dell’osservatorio ha quattro cavi principali, ma ne bastano solo due per mantenere la piattaforma in sede, a patto che questi cavi siano in buone condizioni. La Torre 4 – chiamata così per la sua posizione, poiché si trova ad ore 4 se si fanno coincidere le 12 al Nord – adesso contribuisce a reggere la piattaforma con solo tre cavi primari. Se se ne dovesse rompere un altro, non è affatto chiaro se due cavi di cinquant’anni siano o meno in grado di sostenere la piattaforma.

Nonostante gli sforzi ed i lavori in corso per ripristinare i danni dell’incidente del 10 agosto – che ha messo l’osservatorio offline, con grave danno per la comunità scientifica di tutto il mondo – ora a seguito di quest’ultimo incidente la struttura stessa dell’Osservatorio è a rischio.

Nadia Drake, giornalista scientifica e figlia del mitico co-fondatore ed ex Direttore Frank, ha pubblicato pochi giorni fa su National Geographic questa dichiarazione del padre “Questa è una brutta situazione di sicuro: quando ti ritrovi con cavi che si rompono in quel modo la situazione può precipitare in ogni momento in una reazione a catena con più cavi che si rompono e l’intera struttura che cade giù”.

Nello stesso articolo riporta anche le dichiarazioni di un altro ex Direttore, ora all’Università dell’Arizona, Michael Nolan: “Per me siamo su al 50 e 50: stanno facendo ciò che si può fare. Nonostante ciò, ho timore che possano non fare abbastanza. Se abbiamo paura che possa cadere, nessuno dovrebbe più andarci o essere lì quando questo accadrà”.

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