SPECIALE CORONAVIRUS

Con il “Voucher Banda Larga” si può comprare solo il computer di TIM?

La storia della webcam da 8 megapixel e l’abile mossa commerciale

The show must go on. Parliamo dell’indecoroso spettacolo dell’incompetenza che domina la scena nazionale.

Deve continuare e, pubblico plaudente, lo fa con grande agilità.

L’ennesima opportunità arriva con il “Voucher banda larga” di 500 euro, che i cittadini con ISEE inferiore a ventimila euro possono chiedere agli operatori telefonici che hanno presentato offerte approvate da Infratel Italia.

Cos’è INFRATEL?

Infratel Italia (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia S.p.A.) è una società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico e, facendo parte del Gruppo Invitalia, è una sorta di feudo dell’impero sul cui trono siede Domenico Arcuri.

Operativa dal 2005, è il soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo e ha il compito di estendere le opportunità di accesso a Internet veloce per cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni. Visto che è in piedi da 15 anni, è a Infratel che – a proposito di banda larga – dobbiamo il privilegio di essere terz’ultimi in Europa, davanti soltanto a Città del Vaticano e Isole Far Oer. L’umiliante classificazione della nostra connettività da Terzo Mondo è confermata dal report “Worldwide Broadband Speed League 2020” compilato dalla società britannica Cable.

Al timone di questa fondamentale realtà propulsiva c’è il brillante avvocato barese Marco Bellezza, già consigliere giuridico per le comunicazioni e l’innovazione digitale di Luigi Di Maio al ministero dello Sviluppo economico, in passato legale di Facebook (per cui ha curato questioni spinose come la direttiva sul copyright in discussione al Parlamento europeo o il caso della morte di Tiziana Cantone suicidatasi dopo la lapidazione virtuale sui social), attualmente anche nel Consiglio di Ammistrazione di “Cdp Venture Capital” (a cui fa capo il Fondo nazionale innovazione).

I bizzarri requisiti di computer e tablet

Infratel Italia ha definito con grande precisione le caratteristiche tecniche dei dispositivi che gli operatori devono offrire in abbinamento alla connessione ad Internet.

Si potrebbe discutere delle 8 ore di autonomia delle batterie, durata che non si capisce come venga calcolata e che varia significativamente (lo sa anche chi è digiuno di tecnologie) in ragione del tipo di uso che si fa dell’apparato. Ma non sarebbe l’unico punto da dibattere.

In realtà la cosa più straordinaria è che l’apparato deve avere una webcam ad altissima definizione (si parla di 8 megapixel) che nessun computer portatile mette a disposizione nella fascia di prezzo inferiore ai mille euro.

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” diceva John Belushi in Animal House. Qui invece a scendere in campo sono i furbetti, immancabili dalle nostre parti.

Ma quale furbizia, questo è genio italiano!

Chi l’ha detto che non si può offrire ai meno abbienti un computer economico che soddisfi le caratteristiche di Infratel?

Confondendo nei potenziali clienti la condizione economica meno agiata con l’essere dei pirla disinformati e non in grado di capire cosa viene loro proposto, TIM ha ritenuto di confezionare una offerta che nella sua globalità è conforme allo standard definito dalla società del Gruppo Invitalia. Una configurazione non precisamente corrispondente, ma – visto il tutt’altro che professionale “allegato B” di Infratel – capace di rendersi presentabile agli aspiranti fruitori del “bonus” (o almeno agli occhi dei più distratti o degli incompetenti matricolati).

Il computer in questione arriva dall’Austria (terra più famosa per i “knödel” o per le cotolette “wiener schnitzel” che per la creatività nel settore tecnologico) e i commenti che si trovano in Rete sono abbastanza impietosi.

Cos’ha che non va questo computer?

Tralasciando inutili valutazioni sulla qualità dell’oggetto (non avendolo testato personalmente sarebbe azzardato fare “spiegoni” nel Damilano-style in Propaganda Live su La7), preme soffermarci sul già citato ostacolo degli 8 megapixel della webcam.

Il computer portatile “Onda Oliver” offerto da TIM ha una videocamera da 2 megapixel ma – molto astutamente – nella confezione viene imballata anche una webcam esterna (simile a quelle che si trovano a pochi euro dai fornitissimi cinesi all’angolo della strada di casa) che avrebbe gli 8 mpx “obbligatori” secondo l’evanescente bando (in cui non si precisa – ma va? – che non possono essere ottenuti con un accessorio aggiunto).

Immaginiamo un tizio che vuole acquistare una automobile economica a 4 porte e arriva dal concessionario dove vede – per i soldi che può spendere – solo vetture a 2 porte. Il venditore lo tranquillizza e dice di avere la soluzione. Torna dopo un attimo e, sul tettuccio di una non entusiasmante macchina che ha in esposizione, poggia due portiere (non dello stesso colore e magari due del lato destro) comprate dallo sfasciacarrozze per poter soddisfare una eventuale richiesta come quella che gli viene formulata in quel momento. Ecco l’auto con quattro porte. Basta chiedere….

Nel frattempo c’è chi spera in una pronuncia del TAR

AIRES (Associazione Italiana Retailers Elettrodomestici Specializzati), ANCRA (Associazione Nazionale Commercianti Radio Televisione Elettrodomestici) e MediaWorld hanno chiesto alla Giustizia amministrativa di sospendere l’applicazione del decreto del “bonus” in considerazione delle criticità che riguardano le modalità di erogazione del contributo e che potrebbero limitare la libertà di scelta dei consumatori.

Il Governo (presieduto dall’ “avvocato del popolo”) e Infratel (capeggiata da un legale del calibro di Bellezza) non temono certo un contenzioso.

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