PROTEZIONE & DIFESE

Non mollare mai

In questi giorni di Covid, forse la lezione dei Navy Seals può tornarci utile

Forse molti non sanno esattamente chi sono e cosa fanno i Navy Seals. Alcuni ne avranno sentito parlare perché protagonisti del raid che il 2 maggio del 2011 ha posto fine all’esistenza di Osama bin Laden, asserragliato nel suo fortino di Abbottabad in Pakistan. Oppure perché hanno visto il film interpretato da Tom Hanks, sulla liberazione del Comandante Philips che nell’Aprile 2009 , quando era al comando della nave mercantile Maersk Alabama, fu preso in ostaggio da quattro pirati somali. O ancora perché ricordano il film “ Lone Survivor” nel quale un operatore dei Navy Seals , Marcuss Luttrell, catturato dai Talebani venne liberato da un commando del Team 6 dei Navy Seals. 

I Navy Seals sono le Forze Speciali della Marina Americana e sono considerati i migliori nel loro settore. Sono leggendari. Sono basati a San Diego in California ed a Virginia Beach in Virginia. Sulla costa Ovest ci sono i Team 1,3,5,7. Su quella Est i Team 2,4,8. Il Team 6 detto anche “ DEVGRU” (United States Naval Special Warfare Development Group) è l’elite dell’elite. A differenza della Delta Force, gli operatori del Team 6 provengono esclusivamente dai già selezionatissimi operatori degli altri gruppi di Seals. Il loro budget, praticamente illimitato, non è compreso dentro il calderone del Ministero della Difesa Americano, ma ha una corsia preferenziale che attraverso il Capo delle Forze Speciali Americano riporta direttamente al Presidente degli Stati Uniti. 

11 milioni di visualizzazioni su You Tube è quanto l’Ammiraglio a quattro stelle McRaven ha collezionato con il suo ormai memorabile discorso tenuto all’Università del Texas ad Austin nel 2014.Già Capo di tutte le Forze Speciali degli Stati Uniti è egli stesso un Navy Seals, ed è lui che ha diretto l’operazione “ Neptune Spear” ordinata dal Presidente Obama e che ha portato all’uccisione di Osama bin Laden. Nel suo toccante discorso McRaven ripercorreva i durissimi momenti di quello che è universalmente riconosciuto come l’addestramento più duro e selettivo al mondo. Eppure in qualunque momento è possibile smettere: basta suonare una campana, e senza nessuna domanda si viene rilasciati e termina la sofferenza di un addestramento lungo otto mesi nei quali si vive in condizioni miserabili, di freddo, di fatica, di costanti esercizi fisici, nei quali la tentazione di mollare è sempre presente. Eppure anche nei momenti più bui il potere della speranza, la solidarietà dei compagni, la consapevolezza che cadere e rialzarsi fa parte della vita, è l’unica medicina per non suonare la campana: per non mollare. Per non mollare mai.

In questi giorni di Covid, forse questa lezione dei Navy Seals può tornarci utile. Chi ha perso una persona cara, chi si è ammalato e sta combattendo per venirne fuori. Chi è malato e non può curarsi perché gli ospedali non possono accettarlo perché convertiti in reparti Covid. Per coloro che hanno perso un lavoro, o stanno lottando per non chiudere definitivamente. Per tutti coloro che si sentono ingiustamente colpiti da provvedimenti governativi che minacciano la loro attività o la loro impresa. Per gli anziani che si sentono ingiustamente accusati di non essere più produttivi, e per tutte quelle mamme che con i figli a casa si ritrovano a fare come i giocolieri del circo, tra lavoro domestico, lavoro esterno e educazione scolastica dei figli. Ecco, forse, per tutti costoro e per noi tutti andrebbe ricordata la lezione dei Navy Seals: mai, mai e poi mai suonare la campana.

Questa pandemia sta creando situazioni di terribile  povertà, incertezza e sgomento che si possono ritrovare solo nelle grandi crisi del 1929 e 2008, accentuate questa volta  dal  perdurare di una situazione della quale non si vede la fine. Il debito pubblico che tutti gli Stati stanno accumulando in gran quantità apre scenari preoccupanti per il nostro futuro e per quello dei nostri figli e dei figli dei nostri figli. Ci vorrebbero delle ricette economiche innovative e coraggiose per fronteggiare non solo il presente ma anche il dopo pandemia. Ma queste risposte non sono all’orizzonte anche se, debolmente, nel dibattito generale comincia a farsi strada l’idea che oltre un certo limite il debito degli Stati non sia sostenibile.

E’ dunque un momento buio, molto buio. Proprio come quando i Seals nuotano sottacqua, silenziosi , di notte, verso la nave nemica e l’unica luce è quella debole che filtra dalla superfice. Ma man mano che si avvicinano alla chiglia della nave anche quella debole luce sparisce e rimangono avvolti nelle tenebre più nere nel momento culminante della loro missione. Non è il momento di suonare la campana. Non è il momento di mollare. Anche e soprattutto nel momento più buio.

Never quit

Perhaps many do not know exactly who the Navy Seals are and what they do. Some will have heard of it because they were the protagonists of the raid that on May 2, 2011 ended the existence of Osama bin Laden, barricaded in his Abbottabad fort in Pakistan. Or because they saw the film starring Tom Hanks, about the liberation of Commander Philips who in April 2009, when he was in command of the merchant ship Maersk Alabama, was taken hostage by four Somali pirates. Or again because they remember the film “Lone Survivor” in which a Navy Seals operator, Marcuss Luttrell, captured by the Taliban was freed by a command of Team 6 of the Navy Seals.

Navy Seals are the US Navy Special Forces and are considered the best in their industry. They are legendary. They are based in San Diego California and Virginia Beach Virginia. On the west coast there are teams 1,3,5,7. On the East one, Teams 2,4,8. Team 6 also known as “DEVGRU” (United States Naval Special Warfare Development Group) is the elite of the elite. Unlike the Delta Force, the operators of Team 6 come exclusively from the already highly selected operators of the other Seals groups. Their budget, practically unlimited, is not included in the melting pot of the American Ministry of Defense, but has a preferential lane that through the Chief of the American Special Forces reports directly to the President of the United States.

11 million views on You Tube is what the four-star Admiral McRaven gained with his now memorable speech at the University of Texas in Austin in 2014. Already Head of all U.S. Special Forces is himself a Navy Seals, and it is he who directed the “Neptune Spear” operation ordered by President Obama and which led to the killing of Osama bin Laden. In his poignant speech, McRaven traced the hardest moments of what is universally recognized as the toughest and most selective training in the world. Yet at any time it is possible to stop: just ring a bell, and without any question you are released and end the suffering of an eight-month training in which you live in miserable conditions, of cold, of fatigue, of constant physical exercises, in such as the temptation to give up is always present. Yet even in the darkest moments, the power of hope, the solidarity of companions, the awareness that falling and getting up is part of life, is the only medicine not to ring the bell: not to give up. To never give up.

In these days of Covid, perhaps this lesson from the Navy Seals can be useful. Who has lost a loved one, who has fallen ill and is fighting to get out of it. Those who are sick and cannot be treated because hospitals cannot accept them because they have been converted into Covid section. For those who have lost a job, or are struggling not to quit permanently. For all those who feel unfairly affected by government measures that threaten their business or company. For the elderly who feel unjustly accused of not being productive anymore, and for all those mothers who with their children find themselves doing as the circus jugglers, between domestic work, outside work and school education of their children. Here, perhaps, for all of them and for all of us the lesson of the Navy Seals should be remembered: never, never, never ring the bell.

This pandemic is creating terrible situations of poverty, uncertainty and dismay that can only be found in the great crises of 1929 and 2008, accentuated this time by the persistence of a situation whose end is not in sight. The public debt that all states are accumulating in large quantities opens up worrying scenarios for our future and for that of our children and our children’s children. It would take innovative and courageous economic recipes to face not only the present but also the post-pandemic. But these answers are not on the horizon even if, weakly, the idea begins to emerge in the general debate that beyond a certain limit the debt of the states is not sustainable.

It is therefore a dark moment, very dark. Just like when the Seals swim silently underwater at night towards the enemy ship and the only light is the weak one that filters through the surface. But as they approach the ship’s keel even that faint light disappears and they are shrouded in blackest darkness at the climax of their mission. This is not the time to ring the bell. This is not the time to give up. Even and especially in the darkest moment.

.

Tags
Back to top button
Close
Close