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Campari, l’aperitivo senza etichetta (e senza protezioni informatiche), vittima di un ransomware

Certe imprecazioni sono abbinate ad eventi spiacevoli ed è facile immaginare la “comodità” che un attacco informatico si verifichi nel giorno di Ognissanti.

Sicuramente il management della Campari, l’azienda nota in tutto il mondo per il suo favoloso aperitivo e per l’ampia produzione di bevande alcooliche, non si è lasciato andare in espressioni blasfeme, ma certamente il primo novembre non ha preso bene la scoperta del proprio sistema informatico strangolato da un “ransomware”.

Nel mirino dei criminali informatici l’intero Gruppo Campari – che al suo interno include marchi di enorme importanza come Aperol, Wild Turkey, Grand Marnier e Appleton Estate – ha ovviamente cercato di minimizzare la criticità della situazione e ha dichiarato di aver subito adottato ogni iniziativa utile a limitare la diffusione di malware nel proprio patrimonio informativo.

In termini pratici i tecnici IT del colosso dell’universo beverage hanno messo in atto una sospensione temporanea dei servizi informatici, provvedendo all’isolamento di alcuni sistemi sono stati isolati così da consentirne la sanificazione e il graduale riavvio in condizioni di sicurezza. L’intervento di “remediation” è stato calibrato per un tempestivo ripristino della normale operatività e dovrebbe aver preservato l’industria da impatti significativi sui risultati del Gruppo.

Campari è stata colpita da una variante del ransomware RagnarLocker che notoriamente non si limita a criptare i dati ma provvede anche alla loro esfiltrazione, ovvero alla loro copia e al successivo trasferimento su server in mano ai delinquenti.

L’azienda non fa menzione a scippi di informazioni ma solo una attenta verifica delle anomalie dei flussi di traffico dai propri sistemi verso l’esterno potrà spiegare quel che è successo. L’altra via per capire cosa è accaduto è solo la sgradevole rivelazione di porzioni del “bottino” da parte degli hacker che hanno posto in essere la barbara incursione. Speriamo bene.

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