AEROSPAZIO

La Stazione Spaziale Internazionale aspetta forse il “bonus per le ristrutturazioni”?

Potrà pur sembrare, dall’alto della sua magnificenza, una struttura stabile ed impeccabile, eppure, dall’ ISS, gli astronauti “godono” di un punto di vista alquanto differente.

Come già accennato nell’articolo precedente, una delle due sezioni, quella russa, verserebbe in condizioni non così apprezzabili, conseguenza diretta di uno stato di usura accumulatosi in tutti questi anni di immacolato servizio. Ultimo arrivato nell’elenco degli imprevisti, il supporto d’ossigeno, che per ben tre volte in una settimana è andato in failure.

Il guasto, che ha interessato il macchinario Elektron-BM, è avvenuto in concomitanza del debutto di tre nuovi astronauti, Kate Rubins, astronauta della NASA, Sergei Ryzhikov e Sergei Kud-Svertchkov, cosmonauti della Roscosmos, che hanno portato la crew a sei membri.

Generalmente, per sopperire alle esigenze d’ossigeno sulla ISS, ci si affida a tre modalità: la principale è l’elettrolisi dell’acqua, con la quale, tramite passaggio di corrente, si ottengono ossigeno e idrogeno, attuata dall’apparecchiatura OGS (Oxygen generation System), parte del sistema di supporto vitale ECLSS (Environmental Control and Life Support System) sito nel settore americano e perfettamente funzionante; segue poi Elektron-BM, l’analogo russo per funzionalità ma non per efficienza viste le ultime problematiche, entrato in funzione nel 2000 e di norma in grado di produrre 160 litri di ossigeno ogni ora e fornire ossigeno sufficiente per 6 persone; in casi estremi poi si può sempre fare affidamento sulle riserve di ossigeno in serbatoi costantemente riforniti dai voli cargo.

Il progettista Alexey Kochetkov è stato quindi interpellato ma, più di alzare le mani ed escludere un coinvolgimento per difetti di progettazione, poco altro si è detto, essendosi rifiutato di commentare ulteriormente passando il testimone alla Rocket and Space Corporation Energia, l’agenzia, affiliata alla Roscosmos, alla quale, a parer suo, si dovrebbe sottoporre il quesito.

Alla richiesta della stampa la Roscosmos non ha fornito alcuna spiegazione. Non era stata prevista alcuna fuga di notizie, che, seppur non grave da quanto affermano i funzionari, ha però spinto gli osservatori a credere che il guasto possa aver contribuito alla decisione di rinviare “Crew-1”, la prima missione operativa con astronauti NASA della capsula Dragon di SpaceX, dopo quelle di collaudo.

Non si capacitano ancora di come tali informazioni riservate si siano diffuse, ma noi forse abbiamo la risposta…con molta probabilità gli spifferi non li hanno solo nel modulo della ISS. 

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