SPECIALE CORONAVIRUS

Come evitare la terza ondata di Covid-19?

Ieri alla Commissione Sanità del Senato hanno riferito in merito alla pandemia Cartabellotta (GIMBE) e Crisanti (unipd). Il giorno prima, alla Camera dei Deputati, l'On. Marattin (IV) aveva presentato un'interpellanza sullo stato delle terapie intensive

Ieri mattina c’è stata un’audizione alla Commissione Igiene e Sanità del Senato, dove sono stati ascoltati informalmente il Prof. Andrea Crisanti, docente di Microbiologia all’università di Padova e autore del lavoro sul focolaio di Vo’Euganeo e il Presidente della Fondazione GIMBE il Dott. Nino Cartabellotta, che cura una delle data room più affidabili e complete per poter seguire l’andamento della pandemia nel nostro Paese. Il tema di questi interventi è il “Contenimento della pandemia Covid-19”, il Prof. Crisanti ha riferito riguardo a test e sistemi di tracciamento per il contenimento della pandemia, il Dott. Cartabellotta sullo stato epidemiologico. 

Dall’intervento del Dott. Cartabellotta:

“In questa seconda ondata siamo messi peggio di marzo, c’è un coinvolgimento del centro sud, che ha servizi sanitari più fragili, abbiamo di fronte 4-5 mesi di inverno, c’è la pressione data dall’epidemia influenzale, il personale sanitario è meno motivato e ci sono attriti tra governo e enti locali che impediscono di prendere le misure più opportune. […] La ‘non strategia’ dei dpcm settimanali, che introducono misure che finiscono per essere troppo blande per la velocità della crescita della curva dei contagi, ci sta spingendo inevitabilmente verso il lockdown totale perché non riusciamo a percepire quelli che sono gli effetti delle misure introdotte a inseguire il virus” 

Il Prof.Crisanti, nel suo intervento, ha delineato un sistema di sorveglianza a tre elementi. Ha dichiarato: “Possiamo abbassare la trasmissione virale con il lockdown, con vari tipi di lockdown e diversi tipi di restrizioni, oppure possiamo usare in maniera intelligente i test rapidi. Ma queste due soluzioni lasceranno sempre una trasmissione residua, che può di nuovo reinnescare il contagio. Allora, come evitare la terza ondata di Covid-19? C’è solo un modo: creare nel nostro Paese un sistema di sorveglianza che integri tre elementi. Il primo dei quali è la capacità di fare un numero sufficiente di tamponi, non a tappeto ma mirati, per bloccare la trasmissione e saturare lo spazio di interazione di ogni singolo individuo.

[…] Questo processo deve essere integrato con strumenti informatici che permettano di collegare l’App Immuni e allo stesso tempo di monitorare come i casi si distribuiscono regione per regione e integrarli con altri parametri demografici come la densità di popolazione, la mobilità delle persone, e così via per prevedere quello che succede dopo. Perché il problema non è inseguire il virus, ma anticiparlo e l’unico modo che noi abbiamo per farlo è avere la possibilità di intercettarlo e avere informazioni”. Terzo elemento: “Questo sistema deve avere la logistica. Per rendere accessibili questi test là dove sono necessari”.

Alla Camera dei Deputati invece, ieri l’On. Luigi Marattin ha presentato con altri colleghi un’interpellanza urgente riguardo allo stato delle terapie intensive. Alla base dell’interrogazione sta la considerazione che i dati di occupazione delle terapie intensive sono forniti dalla protezione. 

Dopo una corposa introduzione che si può leggere in extenso sul sito della Camera, riportiamo qui le conclusioni:

“se il Ministro interpellato sia a conoscenza del dato relativo ai soli accessi giornalieri ai reparti di terapia intensiva e agli altri reparti ospedalieri – ripartito su base regionale e per fasce di età – dovuti al COVID-19 e di come quest’ultimo incida sulla variazione giornaliera del numero di terapie intensive divulgata quotidianamente; se del caso, quali iniziative intenda assumere il Governo affinché tale dato sia reso pubblico e messo a disposizione della comunità scientifica; se, parimenti, al fine di assumere decisioni di contrasto della pandemia sulla base di ulteriori dati oggettivi, il Ministro intenda fornire al Parlamento e all’opinione pubblica, su base giornaliera e ripartiti per regioni, i dati relativi alle capienze residue delle terapie intensive e dei reparti ospedalieri.”.

Depositata l’interpellanza urgente, il Ministero della Salute dovrà fornire delle risposte. E su infosec.news vi terremo aggiornati!

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