SPECIALE CORONAVIRUS

Cavallette in bicicletta

Una volta di più, abbiamo fallito come sistema Paese a far seguire alle lodevoli iniziative, un’organizzazione umana e tecnologica adeguata a supportarle

Per quanti non ne fossero informati, oggi è il click day per ottenere il bonus mobilità da parte del Governo. 

Secondo quanto annunciato a tempo debito, è possibile collegarsi ad un sito preparato all’uopo da parte del Ministero dell’Ambiente: www.buonomobilita.it, ed ottenere un voucher fino a 500 euro per l’acquisto di biciclette o altre soluzioni per la mobilità sostenibile. 

Quando è stata annunciata, l’iniziativa ha fatto emettere gridolini di gioia a tutti gli amanti delle due ruote, e a quanti abbiano una sensibilità più spiccata verso i problemi ambientali. La riduzione delle emissioni in ambiente urbano è infatti uno degli imperativi di maggiore importanza per il miglioramento della qualità di vita e in generale della salute pubblica. Immaginiamo che gli stessi gridolini siano stati emessi anche dai fabbricanti di biciclette, che hanno visto in questo un’occasione per sostenere il proprio fatturato in un momento in cui ogni settore ha grandi difficoltà.

Come diceva il generale von Moltke, tuttavia, nessun piano sopravvive al contatto con il nemico, e puntualmente le visioni grandiose di città attraversate da nugoli di biciclette si sono scontrate con la dura realtà dei fatti.

In primo luogo, qualcuno in California ha cercato di approfittare della situazione, registrando un dominio del tutto simile a quello titolare, tranne che per la presenza dell’accento sull’ultima vocale. L’ignaro utente segue il link, e si ritrova davanti ad uno schermo vuoto, perdendo istantaneamente la fiducia nell’iniziativa.

Se lo scherzo di qualche ignaro californiano ha generato confusione, il tentativo di accesso al sito vero, tuttavia, genera frustrazione. Chi è riuscito ad accedere, si trova ad attendere alcune decine di migliaia di persone prima che venga il proprio turno. Questo è certamente nel novero delle situazioni normali e comprensibili, e dà un indice del successo dell’iniziativa.

Quello che non è normale, è però che nella maggior parte dei casi l’accesso al sito sia impossibile. Il malcapitato utente si ritrova davanti al famigerato messaggio ERR_CONNECTION_TIMED_OUT che sempre compare quando il sistema non ha capacità per gestire le richieste.

Ora, che questa iniziativa potesse avere ampio successo, era assolutamente prevedibile. Che una folla di aspiranti ciclisti avrebbe affollato i corridoi virtuali in cerca del buono per comprarsi la bici dei sogni, era del pari prevedibile. Una volta di più, quindi, abbiamo fallito come sistema Paese a far seguire alle lodevoli iniziative, un’organizzazione umana e tecnologica adeguata a supportarle.

Già immaginiamo in queste ore i funzionari di SOGEI, responsabili dell’implementazione del sito, girare agitati per i corridoi del Ministero dell’Ambiente con gli occhialoni scuri ed il completo nero da bluesman, gridando alla James Belushi: Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia!

Diversamente dalla compianta Carrie Fisher, però, non ci facciamo ammaliare dagli occhioni da cucciolo, e chiamiamo questo evento con il suo nome: un indecoroso fallimento.

Ci rimane un’ultima domanda maliziosa, suggeritaci dallo spirito di Colui che per decenni ci ha assicurato che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: non è che, con il secondo lockdown alle porte, questo prevedibilissimo fallimento sia voluto e diretto ad evitare che tanta gente acceda al bonus, in omaggio al pensiero se ci richiudono, che me ne faccio della bicicletta?

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