AEROSPAZIO

Luna blu

Secondo i dati presentati durante la conferenza stampa di lunedì 26 ottobre, la NASA avrebbe scoperto evidenze convincenti circa la presenza di acqua sulla Luna in quantità molto maggiori rispetto a quanto si era precedentemente supposto. 

Era noto ormai da qualche tempo che l’acqua non è presente unicamente sul nostro pianeta. Già numerosi corpi celesti del sistema solare hanno svelato nel tempo agli occhi elettronici delle sonde che vi abbiamo inviato che essa è presente in tutti gli ambienti adatti alla sua conservazione. Data la sua dimostrata ubiquità, si pensava quindi che anche sul nostro satellite vi fossero, specialmente nelle zone che rimangono quasi sempre nell’ombra, pozze di acqua ghiacciata di piccole dimensioni.

I nuovi dati, pubblicati in due distinti articoli sulla rivista Nature Astronomy, mostrano un panorama alquanto nuovo ed entusiasmante. Due diversi strumenti, il Lunar Reconnaisance Orbiter e il telescopio ad infrarossi aerotrasportato della NASA, denominato SOFIA, hanno osservato la Luna in grande dettaglio, rilevando la presenza della forma dell’acqua molecolare in quantità apprezzabili. L’evidenza di maggior rilievo è quella che mostra come l’acqua sia presente sulla Luna anche in condizioni di illuminazione solare. 

Al di là dell’interesse scientifico, la scoperta ha delle notevoli applicazioni pratiche, soprattutto in relazione al programma Artemis, il cui obiettivo e quello di riportare l’uomo sulla luna entro il 2024, costruendo negli anni successivi una base permanente. La presenza di quantità significative di acqua, infatti, è importante sia per le ovvie ed immediate applicazioni legate al sostentamento degli astronauti e alla costruzione di strutture idroponiche per la coltivazione dei vegetali; che per la sua utilizzabilità come elemento di base per la sintesi di carburanti per le astronavi. 

Entrambi gli aspetti consentono una credibile accelerazione dei programmi di colonizzazione della Luna a fini scientifici, ed aprono in potenza una finestra di opportunità notevole per quanto riguarda lo sfruttamento del nostro satellite come base logistica di eventuali missioni su Marte e sui pianeti esterni del nostro sistema solare.

La conferma sul campo dell’esistenza di tasche ombreggiate piene di ghiaccio richiederà in futuro lo scavo da parte dei rover o degli astronauti sulla superficie lunare. Ma a questo punto, le programmate missioni di sbarco Artemis, che alluneranno in prossimità del polo sud del nostro satellite assumono una valenza ancora più forte rispetto al passato.

La romantica Luna che l’autore della canzone Blue Moon ha indicato per anni agli innamorati, potrebbe in realtà rivelarsi blu per tutt’altri, eccitanti motivi.

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