WIKI WIKI NEWS

La sicurezza sul lavoro alla luce del Covid-19

Garantire la sicurezza sul luogo di lavoro rappresenta uno dei principali obblighi in capo all’imprenditore, stabilito dall’ art. 2087 c.c. ove si prevede che il datore di lavoro deve adottare tutte le misure idonee a prevenire sia i rischi insiti all’ambiente di lavoro, sia quelli derivanti da fattori esterni e inerenti il luogo in cui tale ambiente si trova, dal momento che la sicurezza del lavoratore è un bene di primaria rilevanza costituzionale, che impone al datore di anteporre al proprio profitto la sicurezza di chi esegue la prestazione.

Con la pandemia milioni di lavoratori dipendenti e assimilati si sono trovati davanti ad un mutamento delle modalità di svolgimento della prestazione e, mentre molti di loro sono finiti in smart working, non manca chi, occupato nel commercio al dettaglio o in fabbrica, ha dovuto fare i conti con una serie di nuovi controlli nell’accesso al luogo di lavoro, con il distanziamento dai colleghi ed eventuali terzi e con tutta una serie di linee guida per prevenire il potenziale contagio.

Secondo un’analisi dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro alla fine del terzo trimestre 2020 i contagi sul lavoro hanno superato i 54mila casi, pari a circa il 15% del complesso delle denunce pervenute all’ente INAIL dall’inizio dell’anno.
il settore socio sanitario è risultato il più colpito, rappresentando il 70,3% delle denunce e il 21,3% dei decessi codificati.

I numeri allarmanti hanno riacceso il dibattito sull’eventualità di introdurre uno scudo penale per tutti quegli imprenditori e quei datori che secondo le norme vigenti, non ultimo il D.L. n. 18/2020 che all’art. 42 equipara l’infortunio sul lavoro al contagio da Covid-19 in conseguenza del quale si prevede la copertura assicurativa da parte dell’ente previdenziale, sebbene adempienti sono esposti a responsabilità penale nell’eventualità di lesioni o omicidio colposo, in caso di decesso del dipendente, anche qualora la responsabilità non sia oggettiva. Da non tralasciare poi l’aspetto della responsabilità civile che nei casi più gravi espone il datore di lavoro a lauti esborsi.

Sono di tutta evidenza i profili critici dell’attuale disciplina, in particolare per quel che attiene la prova sul luogo del contagio e da chi provenga, considerando che il periodo di incubazione del virus non permette di stabilire con esattezza l’occasione di contagio; inoltre non va sottovalutato l’aspetto degli asintomatici che, dinnanzi ad una normale misurazione della temperatura, come avviene quotidianamente per accedere ai luoghi chiusi, pubblici o privati che siano, risulterebbero sani nonostante siano portatori del virus.

Tags
Back to top button
Close
Close