STRATEGIE

A capofitto sui computer quantistici!

A seguito di una consultazione del Politburo, la Cina ha deciso di accelerare nel percorso di investimenti sui computer quantistici.

Se è vero che la Cina non è un paese dalla vivace vita democratica, non è certamente un paese in cui l’elite al potere prende decisioni in maniera del tutto sprovveduta. A dimostrazione di ciò si consideri che ogni mese l’elite del Politburo invita esperti da tutto il mondo per ragionare di finanza, sviluppo e nuove tecnologie. 

L’ultimo incontro -in ottobre- ha avuto come oggetto le tecnologie quantistiche, un tema particolarmente avveniristico e che lo stesso presidente Xi Jinping ha definito cruciale nell’ambito del progresso tecnologico del proprio paese. Tantissime startup del polo tecnologico di Shenzen hanno accolto con grande favore questa presa di posizione del governo e si dicono pronti a mettere in atto un cambiamento storico in ambiti come la cybersecurity, i servizi di cloud computing, gli strumenti di misura e i sistemi di navigazione.

L’incontro di ottobre non è certo il primo passo del gigante orientale verso i computer quantistici. Già nel 2017 la Cina aveva lanciato in orbita un satellite quantistico e costruito oltre 2000Km di fibra quantistica tra Pechino e Shanghai. È inoltre in dirittura d’arrivo la costruzione del più grande laboratorio quantistico al mondo presso Hafei, capoluogo della provincia dell’Anhui. 

L’implementazione sarà rapida, ne è un esempio la blockchain: alla costituzione già a dicembre 2019 nella provincia di Hainan di una zona pilota con un fondo statale di circa 150mln di dollari, sono seguiti programmi di lavoro per la promozione dell’uso di questa tecnologia in 22 delle 31 divisioni amministrative cinesi.

Il modello Hainan ha prodotto risultati molto soddisfacenti e l’idea del governo è di applicarlo anche alla tecnologia quantistica che tuttavia, a differenza della blockchain e dell’intelligenza artificiale, si ritiene non possa essere commercializzabile prima di 10-15 anni. 

Partire prima degli altri è un apprezzabile vantaggio competitivo e la Cina lo sa molto bene. Nonostante sia un paese dalla non straordinaria tradizione in termini industrie automobilistiche, dal 2009 ha destinato ingenti risorse al comparto dei veicoli elettrici che ne fanno ora il più importante riferimento a livello globale per le industrie che vogliano entrare in questo settore. 

Lo sforzo economico necessario a sostenere lo sviluppo di computer quantistici, intelligenza artificiale e blockchain ha l’obiettivo, neanche troppo nascosto, di incrementare l’influenza del paese nello scenario globale. La tecnologia dei qubit è ritenuta tra tutte forse la più strategica perché potrebbe liberare la Cina dall’annoso problema dei semiconduttori. Attualmente vengono prodotti in loco meno del 20% dei chip utilizzati, il che determina una forte dipendenza dai paesi stranieri. Se, o quando, i qubit rimpiazzeranno i bit verrà meno la preoccupazione di far crescere il mercato dei semiconduttori e la Cina, essendo partita molto prima degli altri, potrebbe rivelarsi leader mondiale anche in questo settore.

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