SPECIALE CORONAVIRUS

Si riunisce il Consiglio Supremo di Difesa. E il complottismo corre su WhatsApp

Sono almeno settanta anni che il massimo organo consultivo per le questioni di difesa e sicurezza nazionali si riunisce almeno due volte all’anno per approfondire temi specifici da parte dei vertici di quei settori dello Stato che si occupano della materia.

Il Consiglio Supremo di Difesa è, infatti, un organismo previsto dalla Costituzione e ne fanno parte il Presidente della Repubblica che lo presiede, il Presidente del Consiglio dei ministri, i Ministri per gli affari esteri, della difesa, dell’interno, dell’economia e dello sviluppo economico. Per i militari partecipa il Capo di stato maggiore della difesa ma in talune circostanze possono essere convocati anche i Capi di Stato Maggiore di Forza armata o il Comandante generale dei carabinieri.

Quello convocato oggi, oltre a prevedere in agenda i temi che compaiono in ogni sessione, tratta inevitabilmente le conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla NATO e all’Unione Europea.

Tanto è bastato ai sempre più numerosi ‘esperti della difesa da chat’ per mettere in relazione la periodica riunione con la presunta convocazione di un ‘consiglio di guerra’ finalizzato a gestire uno scenario bellico collegato alle manifestazioni violente organizzate in reazione a un lockdown dato per imminente.

Su Whatsapp e Facebook e altre chat sono rimbalzati audio e messaggi da parte di improvvisati strateghi che con la solita retorica complottista, certi del legame della riunione odierna con l’emergenza sanitaria, hanno fatto intendere che all’orizzonte possa delinearsi una dichiarazione dello stato di guerraper meglio gestire le proteste conseguenti ad un possibile lockdown.

Stiano tranquilli i divulgatori di notizie prive di fondamento, almeno quelli inconsapevoli. La riunione del Consiglio è programmata da tempo e ne sanno qualcosa gli ufficiali dello Stato Maggiore preposti ad approntare i documenti oggetto di presentazione al Capo dello Stato, Capo delle Forze armate, e di approfondimento da parte di tutti i settori istituzionali che si occupano di difesa.

Ovvio che tra i punti in discussione vi potranno essere la gestione dell’ordine pubblico e il crescere delle tensioni sociali legate al momento difficile che il Paese sta attraversando, ma l’odierno ordine del giorno prevede principalmente l’aggiornamento sulle principali aree di instabilità, il punto di situazione sul terrorismo transnazionale e le prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi.

Un Paese in cui sono attive 35 missioni militari in aree come Libia , Libano , Iraq , Afghanistan , Kosovo , Somalia e Niger è normale che faccia un punto di situazione sull’ efficienza del proprio Strumento Militare, sulle alleanze, sul bilancio della Difesa e sullo stato dei programmi di investimento.

A conforto di questo si possono consultare i programmi di riunione degli anni passati e si potrà constatare che le tematiche trattate sono ricorrenti.

Un’ultima rassicurazione ai tormentati divulgatori : il Consiglio non può dichiarare lo stato di guerra, prerogativa che spetta al Capo dello Stato dopo deliberazione del Parlamento in seduta comune.

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