AEROSPAZIO

Uno spiffero o una pericolosa perdita d’aria?

L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha annunciato di aver trovato la perdita d’aria che dal 2019 fuoriusciva nel modulo Zvezda

Sono passati mesi ma noi non abbiamo dimenticato, e nemmeno gli astronauti e i cosmonauti della ISS che finalmente hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. La Roscosmos, agenzia spaziale russa, ha annunciato che la perdita d’aria, che dal 2019 fuoriusciva in quantità modeste e affatto preoccupanti per l’incolumità dei soggiornanti, è stata scovata nel settore russo per mezzo di uno stratagemma semplice ed efficace: foglie di tè. 

Anatoly Ivanishin, a mo’ di Hänsel spaziale, ha sparpagliato un po’ di foglie di tè per il modulo Zvezda, sezione del segmento russo che ospita una cucina, una camera e un bagno. Sigillati gli alloggi, hanno quindi monitorato il percorso delle foglie fluttuanti in condizioni di microgravità e una volta individuata l’anomalia vi hanno infine applicato uno strato di Kapton (materiale performante e resistente anche a temperature estreme, generalmente adoperato sulle tute spaziali).

Può essere considerata una questione chiusa? Tecnicamente non del tutto; il nastro, efficace anche a temperature prossime allo zero assoluto, rimane comunque un rattoppo momentaneo e dovrà essere sostituito presto con qualcosa di più duraturo, per non parlare del fatto che puntualmente si ripresentano perdite esigue, di cui però solitamente non si avvertono gli effetti grazie ai continui rifornimenti di ossigeno e azoto, eppure in questo caso l’eccezione si è protratta per mesi, dimostrando quanto insidiose possano diventare.

La sezione russa ha smesso di sorprendersi di questi inconvenienti già da tempo, avendo ormai superato di 5 anni la sua aspettativa di vita di 15 anni, e ne sono ben consci tutti quanti. Sempre più frequenti saranno gli upgrade necessari a rispondere tempestivamente alle varie problematiche, perché, come afferma Gennady Padalka, cosmonauta, “tutti i moduli del segmento russo sono ormai esausti”. Tra toilette cadute in rovina, inspiegabili innalzamenti di temperatura, rifornimenti di ossigeno non andati a buon fine e fori di due millimetri, le perdite d’aria fortunatamente sono solo l’ultimo dei problemi.

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