SPECIALE CORONAVIRUS

Immuni e Giga gratuiti

Oggi sono stato informato dal mio gestore telefonico in questo modo: “Per tutti i clienti TIM che utilizzano l’App Immuni in Italia non è previsto il consumo dei giga della propria offerta dati ed il traffico dati, anche in assenza di un’offerta dati attiva sulla linea, è sempre gratuito”. 

Senza entrare nel merito dell’iniziativa, certamente dettata dalle migliori intenzioni di rimpolpare di giga il senso civico e nutrire così l’imperativo morale che dirige i cittadini verso il download e l’impiego dell’app, ho un dubbio: che ruolo assume e assumerà il gestore telefonico in relazione all’app Immuni?

Insomma: è evidente che il gestore telefonico non possa essere né sarà mai coinvolto nel flusso dei dati relativi alla salute o alla prossimità, ma a che titolo (leggasi: su quale base giuridica e per quali finalità) può andare a formare un elenco dei soggetti che impiegano o men l’app? In che modo sono stati valutati i rischi inerenti questa nuova attività di trattamento di dati personali?

L’attuale contesto deve infatti essere necessariamente considerato: la narrazione diffusa tende ad indicare come virtuosi coloro che hanno liberamente scelto l’impiego dell’app e, per converso, sembra suggerire che chi scelga invece di non scaricare né impiegare l’app possa di conseguenza essere accusato come un individuo privo di senso civico, reticente nei confronti di un imperativo morale o, nel peggiore dei casi, un potenziale nemico della salute pubblica. Siamo certi, inoltre, che non si andranno a comporre elenchi che alimenterebbero quella serpeggiante tentazione diffusa presso il Governo di rendere il download dell’app obbligatorio, consentendo così di verificare soggetti adempimenti e non adempienti?

Abbiamo già avuto modo di rilevare il problema delle prime reazioni su Immuni, ma a mesi di distanza il panorama non sembra essere di maggiore conforto dal momento che a livello istituzionale è stata scelta la strada degli obblighi morali e di insistenti campagne pubblicitarie. Inoltre, si ricorda che le criticità non riguardano solo gli aspetti di data protection (beninteso, di importanza tutt’altro che secondaria) ma anche ulteriori zone d’ombra.Più che corteggiata e conquistata, la fiducia dell’utente per quell’utilizzo facoltativo dell’app sembra in più occasioni essere stata oggetto di pretesa. Con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

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