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La materia grigia non ha colore

Black Venture Institute è l’iniziativa lanciata da BLCK VC – un’organizzazione no-profit statunitense nata alcuni anni fa per sostenere gli investitori afroamericani – e alcuni partner, tra i quali si può annoverare la business school dell’University of California, Berkeley, con l’obiettivo di formare alcuni giovani ragazzi afroamericani che hanno grandi talenti ma poche possibilità a causa di un mercato, quello degli investitori in start-up, che spesso, come denuncia Frederik Groce, direttore di Storm Ventures e co-fondatore di BLCK VC, guarda più all’aspetto fisico che alle idee ed al talento.

Il programma mira a formare 300 giovani nell’arco di tre anni per aiutare questi futuri operatori economici a capire come avere un ruolo nell’ecosistema del capitale di rischio.

La mancanza di educazioni, specie finanziaria, per le popolazioni più povere crea un gap culturale che se non viene ricucito in breve tempo rischia di precludere il loro futuro e di non garantire alla comunità intera una possibile innovazione.

L’obiettivo di BLCK VC è appunto quello di garantire nel medio lungo periodo un’opportunità che vada a permettere a giovani di colore di competere al pari dei bianchi.

Il progetto parte dall’insegnamento dei termini tecnici per arrivare alle dinamiche aziendali e di mercato e permette poi di specializzarsi in settori diversi come l’ingegneria e progettazione o il marketing. Gli organizzatori affermano che “Senza un’azione intenzionale, siamo destinati a cadere nello stesso ciclo insulare che in passato ha prodotto una scarsa rappresentanza”.

D’altronde i numeri parlano chiaro: il capitale di rischio ha chiaramente un problema di accesso!
Secondo un’analisi dell’Harlem Capital che prende in riferimento un arco di tempo che va dal 2000 al 2018, solo 105 aziende fondate interamente da persone di colore sono riuscite a ricevere finanziamenti di almeno un milione di dollari.

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