AI & ROBOTICA

Metterci la faccia non è più necessario grazie all’intelligenza artificiale

Quante volte avrete sentito parlare dell’importanza di metterci la faccia, specie quando si divulgano informazioni o si vogliono produrre dei messaggi di una certa importanza. Al tempo del coronavirus si è incrementata la diffusione dei sistemi di formazione a distanza, dalle piattaforme classiche e-learning a quelle di video conferenze, che hanno velocizzato il loro diffondersi grazie alla necessità di varie categorie di utenti costretti ad operare in via telematica.

Chi produce contenuti multimediali sa bene l’importanza di mettere a video informazioni, magari riprendendo lo stesso docente che spiega, piuttosto che il giornalista che legge o l’analista che commenta grafici e schemi. Tanto lavoro di produzione, specie perché come esseri umani si è portati a sbagliare per cui le ore di montaggio ad esempio, o nell’insieme tutte le attività di chi opera dietro le quinte, crescono facendo lievitare anche i costi. Possiamo dimenticarci tutto questo, grazie all’ormai nota intelligenza artificiale.

Ne abbiamo parlato in varie occasioni tra queste pagine, in particolare in merito alla semplicità di realizzare profili fake mediante immagini di soggetti che non esistono nella realtà perché generati dall’algoritmo di AI. Siamo arrivati dalle foto di persone inesistenti, ai video di umani che non esistono, generati interamente da un algoritmo. Ecco che le preoccupazioni di quel docente che non vuole farsi riprendere mentre spiega svaniscono in quanto sarà possibile far presentare e quindi spiegare quegli argomenti da una terza persona che ci metterà la faccia al posto suo. Per fare ciò basta collegarsi ad una piattaforma, registrarsi e caricare le informazioni che vogliamo far pronunciare alla nostra docente 007.

Questo è un banalissimo esempio di video generato con qualche click in pochi secondi:

Dalla piattaforma online di creazione del filmato si ha la possibilità di configurare vari temi e caratteristiche che comporranno il video finale impiegando davvero pochi minuti. Perché parliamo di questo argomento in relazione alla sicurezza? Banalmente un primo impiego in questo contesto lo si può trovare proprio nel campo della formazione, dove alcuni corsi online possono essere tenuti da relatori che nella vita reale non esistono, con la produzione di simulazioni operative senza il necessario coinvolgimento di persone reali appositamente ingaggiate per la copertura di un certo ruolo.

Ma proseguendo in questa linea si aprono altrettanti spiragli che lascio volentieri alla fantasia del lettore, portando l’attenzione ad un altro aspetto: cosa succede se con l’intelligenza artificiale invece di creare una persona nuova, si sfruttasse l’immagine di un’altra realmente esistente? Se un hacker riuscisse a ricreare ad esempio un video con la figura del presidente di uno stato, e ad inserirsi in una videochiamata ufficiale fornendo direttive e considerazioni mirate?

Senza toccare una figura di quel livello, basta anche un videomessaggio recapitato alla segretaria di un’azienda da parte del proprio CEO per autorizzare un pagamento di un certo importo… pensate che nella realtà è accaduto davvero, ed è bastato un sintetizzatore vocale mediante una chiamata telefonica tradizionale, così come l’interferenza di un hacker in una sessione video in Zoom mediante deepfake. Ma può davvero un algoritmo ricostruire le sembianze di una persona reale e fargli dire e fare tutto ciò che si vuole? La risposta è affermativa. Con l’AI (Artificial Intelligence), realizzare video falsi sarà sempre più facile e realistico come scriveva nel 2019 anche la nota rivista Focus, nella rubrica dedicata alla tecnologia e alla vita digitale.

Come accade di solito, anche in questo settore ci sono strumenti che consentono di capire quando un video o un’immagine sono falsi. Gli accorgimenti da notare per quanto riguarda una foto ad esempio, sono da ricercare nell’osservazione dello scatto individuando tratti leggermente sfocati nei contorni della figura rappresentata. La parte dei capelli è quella più colpita da questo tipo di effetto. Se volete esercitarvi nell’individuazione di immagini fake posso segnalarvi questo sito WhichFaceIsReal realizzato dai ricercatori dell’Università di Washington. 

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