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Cultura bene essenziale

È stata avanzata al Senato spagnolo la mozione per dichiarare la cultura “bene essenziale dell’individuo”, al pari dell’istruzione o della salute.

La proposta arriva dal senatore basco, designato dal Parlamento della Navarra, Koldo Martínez Urionabarrenetxea, della coalizione di centro-sinistra Geroa Bai, ma ha prontamente ricevuto il sostegno di tutti gli schieramenti politici che votandolo all’unanimità hanno fatto proseguire immediatamente l’iter legislativo, con il Governo chiamato ad approvare il testo e renderlo effettivo.

“Il Senato dichiara conveniente che il Consiglio dei Ministri approvi, come già avvenuto in altri paesi, la dichiarazione della Cultura come Bene Essenziale, paragonando così un’attività che è tanto necessario per il rafforzamento e la coesione della societa, ad altre attività che sono state protette dallo Stato in fasi distinte delle misure adottate dalle autorità statali, regionali e locali durante la crisi del Covid-19”

Il senatore Urionabarrenetxea ha redatto il testo assieme ad esponenti del mondo della cultura nonché ai rappresentanti dell’Unione delle Associazioni di Settore dell’Industria Culturale Spagnola, della Federazione della Musica di Spagna, dell’Associazione degli Attori Lirici e dell’Unione degli Attori e delle Attrici, sottolineando l’importanza di tale misura in un periodo in cui, per via della pandemia, migliaia di famiglie in Spagna che lavorano nel settore sono rimaste a casa.
Sostiene inoltre che la cultura, in tutte le sue manifestazioni, sia fondamentale per il benessere psicofisico ed essenziale durante il lockdown per rendere più sopportabile l’isolamento domestico e provare quantomeno a compensare la mancata libertà di movimento. L’idea della cultura come essenziale al benessere dell’individuo e della società, al pari di quanto avviene per il cibo e la salute, perché non siano trascurati quei bisogni fondamentali che non attengono alla mera resilienza biologica

La Prima Vicepresidente del Senato, l’esponente del PSOE Maria Cristina Narbona Ruiz, ha sottolineato il fatto che sia la prima volta all’interno della legislatura in corso, cominciata lo scorso dicembre, che un testo proposto da un senatore venga approvato come dichiarazione istituzionale.

Perché in fondo, come sosteneva il grande Claudio Abbado, “la cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti… la cultura è come la vita, e la vita è bella!”.

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