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Il porno a scuola? A quella italiana dell’Ambasciata a Bruxelles!

il sito dell’Ufficio Scolastico continua a proporre immagini a luci rosse

Martedì 22 Settembre 2020 Infosec News e Dagospia hanno lanciato un allarme rappresentando una incresciosa situazione che certamente non dava lustro alla rappresentanza italiana nel cuore dell’Unione Europea.

Il nostro scoop è stato ripreso anche da Il GiornaleIl Secolo d’Italia e tante altre testate telematiche. Difficile, quindi, che nessuno si sia accorto dell’imbarazzante vicenda.

Giovedì 24, ad oltre quarantott’ore dal primo avviso, il nulla di fatto aveva indotto a tornare sull’argomento. Il web dell’Ufficio Scolastico italiano a Bruxelles continuava ad erogare contenuti non propriamente istituzionali, che hanno trasformato quel sito in uno dei più gettonati insediamenti pornografici online. Dagospia, in apertura della pagina in cui veniva ripreso il nostro secondo pezzo, aveva addirittura posto una legittima domanda sul tema: “La Farnesina ha qualcosa da dire?

Non sembra che il Ministero degli Affari Esteri abbia replicato in proposito e tanto meno la sede diplomatica al centro della storia.

Oggi, domenica 27, la situazione non è cambiata. L’unica variazione avvenuta è la rimozione del fatidico indirizzo www.ufficioscolasticobruxelles.eu dalla pagina dei contatti dell’Ambasciata, ma il sito continua imperterrito a piazzare maialate incredibili sullo schermo dei pc e sui display di tablet e smartphone che vi approdano.

Mentre si è certi che non si tratta di un esperimento innovativo per l’inserimento dell’educazione sessuale nei percorsi didattici (le materie proposte, infatti, sembrano più da master, corso post-universitario o addirittura da Ph.D.), corre voce che nessuno sia in grado di rimuovere l’imbarazzante esibizione di nudità e dinamiche inequivocabilmente equivoche perché i due tecnici informatici sarebbero entrambi in ferie e nessuno possa metter mano alla questione.

Il dominio “ufficioscolastico.eu” risulta essere stato registrato il 19 luglio scorso e quindi non dovrebbe trattarsi di un caso di squatting, ovvero di occupazione abusiva del nome effettuata da qualcuno che ha approfittato di un mancato rinnovo. La scadenza è generalmente annuale e non sono trascorsi i fatidici dodici mesi.

Proviamo ad immaginare, quasi fosse una procedura investigativa, che quel web sia estraneo alla realtà cui sembra fare riferimento.

Se qualcuno ha registrato quel sito per fare uno scherzo di pessimo gusto (purtroppo può capitare che persone fisiche o giuridiche incappino in simili circostanze), perché quel link era nella pagina ufficiale dei contatti dell’Ambasciata? E perché si è pensato di rimediare eliminando semplicemente quella riga che tutti – purtroppo per chi vuol far finta di nulla – hanno visto e sperimentato seguendo le istruzioni del primo nostro articolo?

E soprattutto perché non viene fuori un comunicato del dicastero che spiega chiaramente quel che è successo?

In attesa della “settimana bianca” che gli sciatori attendono, quella “a luci rosse” è durata abbastanza…

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