GADGET & CURIOSITA'

Autostima: arriva la macchina del “sono orgoglioso di te”

Genitori pigri e capi ufficio insensibili potrebbero essere i primi acquirenti

Chi manca di fiducia in se stesso o crede di valere proprio poco potrà finalmente riconsolarsi.

Arriva una macchinetta a gettone (non è ancora dato sapere quale moneta è in grado di accettare) che – una volta inserito il “soldino” – esprime grande solidarietà e soddisfazione.

L’incredibile apparecchiatura è opera dell’ingegno bizzarro della sorprendente Simone Giertz, quella che abbiamo già conosciuto su Infosec News per aver realizzato poco tempo fa una tastiera musicale che attivava una serie di dentiere e che aveva fatto impazzire dentisti, odontoiatri e odontotecnici che – forse per ragioni di marketing – hanno subito cercato di averne una tutta per loro.

Stavolta la Giertz ha pensato a chi vive in depressione e spera in qualcuno che li consoli. Considerando anche le difficoltà che il Covid-19 ha creato nei rapporti interpersonali, facendo venir meno il contatto fisico che sarebbe tanto necessario a chi ha bisogno di supporto, la giovane Simone ha costruito una struttura antropomorfica in grado di surrogare la classica pacca sulla spalla che elargisce un genitore, un amico o un capo che vogliano manifestare il proprio compiacimento.

Un busto incravattato – privo di testa ma dotato di una articolazione mobile – entra in azione con l’inserimento della monetina e riproduce il gesto affettuoso di poggiare la mano sulla spalla di chi cerca dovuto conforto da qualcuno (o qualcosa in questo caso) che possa avere sembianze o toni autorevoli e che supplisca all’assenza di una figura in carne ed ossa in condizioni di congratularsi tradizionalmente.

La sequenza video è sicuramente esplicativa anche se non è ancora dato sapere se e quando verrà commercializzato il prototipo usato per la dimostrazione. Direttori e parenti privi di sensibilità umana (o semplicemente pigri) sono già pronti ad installarne uno a casa o in ufficio per dichiarare il proprio orgoglio di avere alle dipendenze o in famiglia qualcuno che si meriti un simile tributo.

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