CITTADINI & UTENTI

Etica e forze dell’ordine: il controllo può far più dell’addestramento

Un commento all’editoriale sull’imbarbarimento delle Forze di Polizia

Ho trascorso dieci anni nelle scuole dell’Arma come frequentatore e come istruttore. Mai ho percepito un clima che lasciasse immaginare, neppure lontanamente, fumi di “macelleria messicana”.

Quella terribile esperienza che in un solo giorno ha disperso un patrimonio di immagine è figlio di un momento politico fatto di sdoganamento, ingerenze catastrofiche di sdoganati nelle centrali operative e luminose carriere come esito extragiudiziale.

L’addestramento di polizia non ha punti di contatto con quello militare in senso lato. Si tratta di filosofie di impiego di opposta finalità. Il soldato è addestrato per tutelare se stesso e infliggere il massimo danno al suo obbiettivo senza alcun riguardo per l’area circostante e la sorte di estranei all’atto tattico: fuoco a volontà con attenzione a limitare le perdite proprie.

Lo “sbirro”, in Italia è addestrato a neutralizzare l’avversario nella maniera più incruenta, salvaguardando l’incolumità di eventuali estranei all’azione e, da ultimo, alla propria.
Non è così in molti altri paesi occidentali dove le priorità sono diverse.
Questo approccio si riflette su tutti gli ambiti dell’addestramento e lo permea.

Gli allievi provenienti dalle Forze Armate vengono “ricondizionati” e volti alla diversa filosofia di impiego.
Dalle Scuole, in sostanza, si esce con un elevato profilo etico.
Poi l’operatore viene reinserito in questa società e ne respira nuovamente i miasmi trovandosi, peraltro, ad agire in contatto frequente con la feccia della società.

D’improvviso il paese, che ha uno degli indici di criminalità più bassi del mondo, viene sommerso da rappresentazioni fuorvianti che suscitano nella popolazione irrazionali paure: su tutte le invasioni barbariche ed il dilagare della criminalità predatoria.

I social, abilmente strumentalizzati, hanno aggregato consenso intorno a demagoghi spregiudicati.e inclini a suggestivi e accattivanti mutamenti di felpa.
Una frustata sul viso per quanti hanno sempre avuto prima cura e poi attenzione per la formazione.

Nel frattempo le gerarchie dei Corpi si sono preoccupate di assicurarsi sfavillanti carriere indifferenti alla contemporanea sottrazione di tutti gli strumenti di controllo del personale.

Chi sceglie il servizio di polizia sa di dover contrarre i propri diritti per garantire quelli degli altri. Nel tempo, la politica, per risparmiare qualche spicciolo, ha preferito “alleggerire” le norme sino a indurre la sensazione che la disciplina fosse un reliquato del passato.
Questo riferendosi a persone armate e dotate di poteri non minuti.
Se un carabiniere viaggia in Mercedes un comandante non può interessarsi sulle sue risorse economiche a rischio di denuncia. Ho avuto questa esperienza.

Non proseguo, ma una domanda sorge spontanea: come vi viene in mente di fare erte domande.

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