CITTADINI & UTENTI

Il caso Suarez e la lingua italiana del concorso per avvocati

Ogni anno in Italia vengono conferite circa 150.000 nuove cittadinanze (primato in Europa) per molte delle quali l’esame d’italiano non viene richiesto

L’indagine sull’esame per la cittadinanza al calciatore Suarez negli ultimi giorni ha monopolizzato le pagine dei giornali, al pari delle più gravi inchieste giudiziarie.

Intercettazioni, interrogatori di rettori e professori universitari per venire a capo del crimine di non conoscere l’italiano a livello B1, come richiesto dal testo unico sull’immigrazione, per ottenere la cittadinanza italiana.

Se sono stati commessi reati di corruzione, falso o abuso d’ufficio è giusto, anzi obbligatorio, che si indaghi ma, a parte l’enfasi per una vicenda trattata mediaticamente anche con allusioni da bieca tifoseria, il fatto va inquadrato nel particolare contesto in cui si trovano ad operare gli esaminatori. 

Partiamo dai numeri: ogni anno in Italia vengono conferite in media 150.000 nuove cittadinanze (primato in Europa) per molte delle quali l’esame d’italiano contestato al giocatore non viene richiesto. Infatti la legge prevede delle eccezioni per richiedenti asilo, rifugiati ed altri. Per la quasi totalità delle restanti l’accertamento B1 richiede la ‘comprensione di testi basici scritti in linguaggio semplice relativo all’area di lavoro’, ‘ la capacità di affrontare molte delle situazioni che si possono presentare nella vita quotidiana e di prendere parte a conversazioni riguardanti lingua e lavoro e per la lingua scritta ’ saper scrivere semplici testi su argomenti noti e di proprio interesse’.

La Procura sicuramente valuterà se il calciatore, di lingua spagnola, possiede tali capacità  in modo sufficiente per interagire nel suo mondo di lavoro ma gli amanti della lingua italiana rimangono perplessi per altri motivi.

All’ultimo esame per l’abilitazione alla professione di Avvocato la Commissione esaminatrice presso il distretto della Corte d’appello di Torino ha respinto numerosi candidati non per minor conoscenza delle materie oggetto di concorso, ma per gli errori di sintassi e di grammatica rilevati nelle prove. Habbiamo al posto di abbiamo, correzzione scritto con doppia zeta, ho utilizzato come congiunzione e così via.

La questione è stata liquidata con giusta e sottile ironia e con qualche protesta dell’ordine degli avvocati della provincia di appartenenza dei candidati ma niente più.

Atteso che i partecipanti all’abilitazione professionale devono aver superato oltre ad un corso di laurea anche un esame di maturità, i sorpresi dall’enfasi dell’inchiesta Suarez, calciatore, si chiedono perché le Procure non procedano con altrettanta severità nei confronti di quelle commissioni che sfornano maturati neppure in grado di scrivere a quel livello B1 richiesto per l’acquisizione della cittadinanza italiana. Soggetti che andranno a ricoprire incarichi di rilievo per i quali la lingua italiana non servirà solo a chiedere il passaggio del pallone per un tiro in porta!     

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