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Top Gun: Maverick ed il nuovo libro di Guy Snodgrass

Diretto da Tony Scott, uscito nelle sale cinema statunitensi nel 1986 e forse il più iconico tra i lungometraggi interpretati dall’attore Tom Cruise, il film Top Gun fu inizialmente accolto dai critici in maniera non troppo calorosa. Ciononostante decollò immediatamente, finendo col produrre un incasso di 356 milioni di dollari per una produzione che ne costò appena 15.

Top Gun generò tendenza, aumentando in maniera esponenziale il numero di applicanti per le accademie navali e creando oggetti di culto che sarebbero divenuti popolari tra piloti militari e non solo. 

Difficile dimenticare i Ray-Ban’s modello 3025 (Aviator Classic) con montatura dorata e lenti verde scuro, già popolari negli anni ’70, ma che in seguito al film diventeranno un “must have” nell’immaginario collettivo giovanile insieme al famoso giubbotto USN da pilota G-1. 

Il nuovo film di Tom Cruise “Top Gun: Maverick”, si presenta come sequel di Top Gun ben 34 anni più tardi e la premiere ha già subito due cambi di data a cura di covid-19, con l’uscita prevista adesso per luglio 2021.

La fama del cult movie trova giustificazione anche nell’avere dato i fatali a tutta una serie di slogan passati alla storia; frasi che sprizzano “cool factor” ed hanno spesso la capacità di sintetizzare un’altrimenti lungo concetto, in poche battute.  

Difficile dimenticare “I feel the need, the need for speed” (sento il bisogno, il bisogno di velocità) di Maverick Mitchell, oppure “Il tuo ego sta firmando assegni che il tuo corpo non è in grado di riscuotere” (your ego is writing checks your body can’t cash) di Tom “Stinger” Jordan, rimproverando Maverick per aver effettuato “cinque passaggi ad alta velocità su torri di controllo e uno sulla figlia di un ammiraglio”,  prima di comunicargli che “fai un errore, un piccolo errore e piloterai un aereo da cargo trasportando cacca di cane rabbioso da Hong Kong”.

Frasi del genere sono state usate da piloti di tutto il mondo innumerevoli volte, in quanto racchiudono un po’ l’essenza del pilota, sintetizzando talvolta delle insostituibili “perle di saggezza”.

Nel suo libro appena pubblicato ma che sta già riscuotendo un grosso successo negli Stati Uniti, “TOPGUN’S TOP 10: Leadership Lessons from the Cockpit”, Guy Snodgrass, ex istruttore pilota della  scuola TOPGUN (U.S. Navy Fighter Weapons School il nome ufficiale) -che nel frattempo è stata trasferita da Miramar California a Fallon in Nevada – spiega invece di una regola parte integrante dallo statuto, applicata a quel top 1% dei piloti dell’ aviazione navale americana che ha la fortuna di frequentare il corso a monte di una rigidissima selezione.

 Il pilota sorpreso a citare qualsiasi frase, motto, titolo, indovinello, che abbia a che fare con il film Top Gun, a terra o in volo, dovrà pagare-immediatamente- una multa di 5 dollari.

Guy Snowdgrass, durante una brillante carriera di circa 20 anni nella US Navy, ha preso parte ad innumerevoli missioni di combattimento,  virtualmente in ogni teatro bellico degli ultimi anni. Dal 2017 al 2018 è stato Chief Speechwriter e Direttore delle Comunicazioni per il Segretario alla Difesa James Mattis.

L’ex istruttore della U.S. Navy Fighter Weapons School risiede oggi in Keller, Texas, un piccolo centro situato strategicamente tra Dallas e Fort Worth in prossimità dell’aeroporto di Dallas, hub principale di American Airlines.

Alcune delle sue pubblicazioni sono divenute libri di testo per i piloti militari americani oltre ad essere state adottate da varie università e scuole manageriali in tutto il paese in quanto applicano con successo lezioni di leadership imparate in volo, alla vita civile. 

Durante una recente intervista per Business Insider -nonostante nel suo libro non citi alcuna frase del film, forse a voler evitare possibili multe- Guy espone alcune chiare referenze a “Top Gun”. 

Commentando la scena in cui Maverick abbandona il suo “wingman” durante una missione di addestramento al combattimento aereo, per inseguire il suo “target” nemico; Guy spiega che “Il gesto impulsivo di Maverick è la causa della “morte” del suo wingman che lo fa cadere nella trappola nemica.”

“Quando sfrecci per i cieli solo e senza paura, brutte cose ti possono accadere e ti accadranno sicuramente” dice nel suo libro, spiegando che sia in vita che per aria, è importante avere sempre un wingman, ossia una persona di cui puoi fidarti ciecamente.

Alla domanda del perché i piloti del prestigioso centro addestramento dovessero pagare cinque dollari di multa ogni qualvolta facciano riferimento al famoso film, Guy risponde spiegando l’estrema serietà professionale dell’istituzione che addestra i migliori piloti del mondo, anche se in fondo preferisco immaginare la sua risposta così: 

“È classificato, te lo posso dire, ma dopo devo ucciderti”.

5 dollari .

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