CITTADINI & UTENTI

La democrazia costa 300 euro al mese, parola di Casaleggio

L'ammutinamento del Bounty a 5 stelle e il rischio di naufragio della speranza che qualcosa cambi

Prima la lettera dai toni più intimidatori che affettuosi, poi la pubblicazione online dell’elenco di chi non ha pagato, quasi si trattasse di una rivisitazione dello storico “bollettino dei protesti”.

Strana la democrazia. Non me la immaginavo così, ma forse manco di fantasia.

È la bizzarra storia della piattaforma Rousseau, la spina dorsale del Movimento 5 Stelle, la realtà politica che ha voluto dare al mondo una lezione di buon governo basata sulla partecipazione collettiva ai processi decisionali e non sempre è riuscita a soddisfare le aspettative legittimamente maturate dai fiduciosi interlocutori che confidavano nel cambiamento.

Rousseau (impropriamente abbinata a filosofo dalle opinioni di un po’ più ampio respiro) ha nel tempo meritato gli “onori” della cronaca (consiglio vivamente di andarsi a leggere quel che ho scritto in proposito e che è “linkato” qui di seguito) per una multa che doveva essere colossale per violazioni alla privacy, per gli hacker che casualmente disturbavano le dinamiche di votazione e alzavano una provvidenziale cortina fumogena sulle consultazioni, per le poco credibili modalità di funzionamento (almeno ad avviso di chi certe cose le conosce non per sentito dire). Adesso se ne torna a parlare, prendendo spunto dalla lista di proscrizione in cui sono finiti i parlamentari M5S morosi e rei di aver impedito la normale e regolare alimentazione del sistema.

La sala macchine del Movimento rischia di incepparsi. Non si conosce quale sia il disagio che verrà patito dai fruitori, molti dei quali – è assai probabile – continueranno a vivere e lavorare in piena serenità ed efficienza senza manco accorgersi della differenza.

Davide Casaleggio – almeno a quel che riporta La Stampa – avrebbe dichiarato “è la fine del sogno di mio padre, dell’uno vale uno. Diventeremo come tutti gli altri.

Non conosco il sogno di Gianroberto Casaleggio né mi cimento ad interpretare le esperienze oniriche di chicchessia. Conosco però la storia e – a chi vuol saperne di più – consiglio “Il sistema Casaleggio”, il libro edito da Ponte alle Grazie, scritto da Nicola Biondo (ex capo della comunicazione M5S alla Camera) e da Marco Canestrari (ex dipendente della Casaleggio Associati), già autori di “Supernova. I segreti, le bugie e i tradimenti del Movimento 5 Stelle”.

Non credo all’uno vale uno. Se così fosse, mi domando perché il mio bravissimo idraulico non sia stato chiamato a risolvere il problema del Covid-19.

Mi soffermo sul “Diventeremo come tutti gli altri”. Gli altri chi?

Se il riferimento è a chi si è tradizionalmente spartito la torta, a chi ha piazzato immeritevoli amici degli amici, a chi ha tradito la fiducia della gente, vorrei tranquillizzare Casaleggio junior. Ci siete già riusciti. Anzi, li avete mortificati.

Nessuno sarebbe riuscito – a dispetto del divieto di “assembramento” – a piazzare tanta gente spesso non altezza del proprio ruolo in posizioni chiave e di estrema criticità per il destino del Paese.

Se a salvarci dal declino dell’Italia sono i 300 euro del singolo parlamentare pentastellato, la preghiera è indirizzata a chi siede nei banchi del Movimento alla Camera e al Senato. Anche se ne avete già passate tante, vi prego, fatelo per noi.

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