CITTADINI & UTENTI

“Parimenti” e “altresì”. Il Dpcm dell’8 settembre

Due avverbi per chiarire che della sicurezza nelle scuole risponde lo Stato, i presidi, gli Insegnanti, i genitori, gli alunni ed eventualmente chi passi nelle vicinanze

Il Dpcm 7 settembre partorito a Palazzo Chigi in fatto di misure urgenti per il contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale, affronta anche la questione della ripresa dell’anno scolastico, sul cui inizio gravano infiniti quesiti inerenti la sicurezza per chi entra in classe e, quindi, per chi è chiamato a rispondere della sicurezza all’interno di un istituto.
L’ultimo Dpcm non smonta il pilastro fondamentale della ripartenza, costi quel che costi. Semmai argomenta, esemplifica, chiarisce, esplica, ” ferma restando la ripresa dei servizi educativi e dell’attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado”. E’ noto che molte non sono in grado di ripartire, ferma restando la necessità di garantire la ripartenza. E quindi?
Chi garantirà il rispetto dei calendari? I professori fragili? I presidi sovraccaricati? Gli alunni disinteressati? I non-docenti inermi?

Il regolare svolgimento delle attività previste per l’anno scolastico 2020/2021 sono state puntualmente fissate dall’Istituto Superiore di sanità, stabilisce il Dpcm.
Prima del Dpcm l’incertezza aveva prodotto una abbondante letteratura applicativa di cui Infosec ha dato conto 24 ore prima del testo stabilito dal Presidente del Consiglio dei Ministri ( 6 settembre) attraverso la declinazione adottata al Liceo Internazionale Tommaso Salvini di Roma; nel quale
il genitore dichiara di essere a conoscenza di tutte le misure di contenimento del contagio vigenti per il rientro a scuola in sicurezza stabilite dal Comitato Tecnico Scientifico il 20 maggio. Il genitore in questione si dichiara inoltre responsabile rispetto alla eventuale presenza nel nucleo familiare di soggetti in quarantena ovvero positivi al Covid 19 e si impegna a non far frequentare le attività didattiche e trattenere a domicilio il figlio in presenza di febbre, mal di gola, congestione nasale, congiuntivite, perdita dell’olfatto o del gusto.

Ora è tutto da rifare, perché Il Dpcm 7 settembre non fa menzione delle misure stabilite dal Comitato Tecnico bensì a quelle elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità

Ma soprattutto puntualizza che nell’allegato 21 dell’Istituto Superiore, al secondo periodo, le parole “sono consentiti” vanno sostituite con le parole ” sono altresì consentiti” e che al terzo periodo “altresì” è sostituito con la parola “parimenti”.

In caso di contagio, parimenti possibile, sono consentiti solo interventi che siano “altresì” consentiti.

Back to top button
Close
Close