CAMPANELLO DI ALLARME

Dopo il lockdown è emergenza binge watching

Che cos’è e come può essere dannoso alla salute (anche mentale)

Accade specie d’estate che in tv sui canali nazionali ripropongano le repliche quotidiane di una serie televisiva già trasmessa negli anni precedenti.
Con l’avvento delle piatteforme streaming però sono state accessibili intere serie televisive con la visione di più episodi di una determinata serie, uno dopo l’altro. Questo ha reso possibile il binge watching, cioè guardare le puntate di una serie tv consecutivamente, senza pause.
Il termine binge watching è composto da binge, termine mutuato dalla psichiatria e in special modo dalla bulimia ed indica abbuffata, e watching, guardare, che caratterizza l’azione di vedere consecutivamente e compulsivamente per ore ed ore le puntate di una serie tv che è già stata trasmessa.

Tali maratone televisive sono tipiche delle persone agorafobiche come alternativa e compensazione della vita reale che a loro spaventa troppo: gli agorafobici gravi potremmo definirli “i sepolti vivi” e sono soggetti che stanno per decenni chiusi in casa fino talvolta alla morte.

Con la paura della diffusione del covid e l’imposizione del lockdown tutti abbiamo provato e subìto gli effetti dell’agorafobia e purtroppo in molti sono stati affetti dal binge watching. Come sono aumentati in maniera esponenziale attacchi di panico e fobie, così si sono insinuate abitudini pericolose che persistono anche dopo il lockdown

L’industria televisiva ha creato questa dipendenza con il fenomeno del cliffhanger (finale che lascia in sospeso) e lo spettatore con un’opzione predisposta può passare all’episodio successivo,saltando anche l’introduzione del nuovo episodio , rimanendo incollato alla tv fino a tarda ora, magari cosa rara prima di questa “dipendenza”.
Non si rispetta più la visione dell’episodio con cadenza settimanale o bisettimanale, forma più sana per fruire di questi spettacoli che sono a puntate o dovrebbero esserlo.

Perché è dannoso alla salute?

Innanzitutto per la cosa in sé: ogni dipendenza non porta mai niente di buono perché ci costringe a vivere nell’immaginario distaccandoci dal reale: tale seduzione, sempre più presente nelle generazioni di oggi, è già in crescita da una decina d’anni.
Si calcola che oggi siano milioni gli spettatori dipendenti dal binge watching.


Vediamo gli effetti sulla salute: molte ore incollati alla tv implica una “non vita”. Nella realtà delle cose quotidiane ciò è pericoloso, in modo inversamente proporzionale all’età, specie se diventa un abitudine/dipendenza e quindi viene praticata in maniera “cronica”. La vita sedentaria è la prima conseguenza che può significare togliere tempo allo sport con conseguenze note per la salute. Molte ricerche mediche attestano che una vita sedentaria, senza sport, aumenta le probabilità di infarto, malattie cardiovascolari e ipertensione con un rischio che anche qui riguarda gli anni di esposizione alla “dipendenza”.
Ipnotizzati dalla tv si resta inconsapevoli di ciò che si sta mangiando e qui il termine binge riscopre la sua prima significazione cioè abbuffate di cibo con rischio obesità, diabete mellito etc
Altre conseguenze ancor più immediate di queste maratone tv sono le difficoltà relazionali dovute all’eccesso di virtualità che rende inquietante il rapporto con il reale e dunque un aumentato grado di solitudine. Solitudine che porterà ad una ulteriore spinta verso il binge-
watching.

Il lockdown ha per certo peggiorato una tendenza che era già in crescita di fuga dal reale verso l’immaginario. Questa fuga colpisce trasversalmente ogni età ma è più diffusa e grave nell’area degli adolescenti, che non a caso, hanno aumentato anche l’uso e l’abuso di sostanze psicotrope, forma assai più eloquente di desiderio di fuga dalla realtà.
Probabilmente in futuro, magari fra 10 anni saranno evidenti tutte le conseguenze disastrose di malattia anche mentale che questa pandemia di COVID-19 ha generato.

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