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Se Fido si ammala il flamenco può salvargli la vita?

Viaggio tra i 60 quesiti ministeriali per l’ammissione al corso di laurea in medicina veterinaria. Dove il ballo spagnolo può aprire le porte del numero chiuso

Tre giorni or sono il test  di Veterinaria per il 2020 ha selezionato 890  universitari tra i 10.002 aspiranti. I 9.112 respinti dovranno passare per i tornelli di altre facoltà e misurarsi con nuovi test dando prova di solida cultura generale.

La cultura “richiesta” dal Miur per i futuri veterinari  prevedeva 60 risposte ad altrettante domande disposte in 12 pagine e così suddivise:   dodici quesiti di cultura generale, 10 di ragionamento logico,  sedici di biologia, sedici di chimica e  sei di fisica e matematica.

I test di ingresso, variamente criticabili, consentono di osservare in controluce  quali siano i criteri-guida per operare una  selezione (dolorosa) che utilizzi il merito garantendo la miglior classe professionale possibile. E’ quello a cui tenevano le 60 domande per l’accesso a medicina veterinaria?

La prima domanda chiedeva l’individuazione corretta dell’autore de Il grande Gatsby scegliendo tra 5 autori possibili (Fitzgerald, Twain, Hemingway, Steinbeck e Faulkner).

Ora, l’incipit del capolavoro  di Fitzgerald suggerisce molta prudenza: “Nei miei anni più giovani e vulnerabili mio padre mi diede un consiglio che non ho mai smesso di considerare. «Ogni volta che ti sentirai di criticare qualcuno», mi disse, «ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i tuoi stessi vantaggi».

Prudenza e comprensione dunque anche per gli autori del test di veterinaria.  Ma né la prima domanda né molte altre tra quelle individuate nella sezione “cultura generale” del test aiutano a capire con quali criteri il  Ministero dell’Università e della Ricerca intenda rifornire di  veterinari gli atenei di Sassari (40 posti), quelli di Torino (112 posti) oppure quello di Boglona (80 posti). La domanda n°4, infatti, poneva un interessante quesito: se, cioè, il flamenco fosse una forma di musica e di danza caratteristica della Spagna oppure della Grecia o del Portogallo.

La quinta domanda, poi, mirava ad individuare correttamente la fontana romana in cui Anita Ekberg fu protagonista della celebre scena con Marcello Mastroianni ne La dolce vita di Fellini. E siccome troppi somari scambiano la fontana del Nettuno in Piazza Navona con quella di Trevi, giustamente il Miur ha inteso  evitare che  gli aspiranti veterinari  restino somari  perché non è vero che “somari somaribus curantur”.

Per questo appare lodevole anche il quesito n° 9 teso a stabilire in quale palazzo romano abbia sede la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ancorchè con i suoi dpcm Conte abbia occupato  Palazzo Madama e  Palazzo di Montecitorio e dunque la risposta esatta (Palazzo Chigi) non sia così scontata.

Ancora una domanda di cultura generale concernente il cinema (A beautiful mind), prima di saggiare la memoria scolastica con l’autore del saggio Il Fanciullino, che per molti è Carducci perché si studia in contemporanea con il Pascoli.

Fine della cultura e inizio del ragionamento, finalmente. Il ragionamento andava applicato  rispetto a tre affermazioni  dal retrogusto sillogistico:“ Tutti i chirurghi sono laureati, Enea è laureato, tutti i chirurghi sono precisi” e il test  puntava ad individuare quale delle seguenti affermazioni fosse vera in base alle precedenti: a) nessun chirurgo è laureato e poco preciso; b) tutte le persone precise sono laureate; c) Enea è preciso, d) tutte le persone laureate sono precise; d) Enea è un chirurgo.

Peccato  davvero che Enea non sia più stato tirato in ballo in nessuno dei quesiti di biologia e di fisica contenuti nelle restanti domande.

Dopo la lettura della prova di ammissione che di fatto ha selezionato i futuri veterinari italiani rimane difficile giustificare l’assenza del digitale nelle 12 pagine dei test attitudinali. E per quanto nelle nostre case tra i 7.3 milioni di gatti e i 7 di cani  sia cresciuta a dismisura l’introduzione di pet wearable e pet tracker e Università (Bologna) e dipartimenti di medicina veterinaria  (Università di Milano) siano tutti impegnati in start up innovative al servizio degli animali, il test salta a piè pari ogni possibile riferimento alla questione. Ormai il mondo è pieno di app che permettono di sapere cosa sta facendo il nostro animale domestico, quale sia l’attività motoria ( corso, sonno, gioco), quale sia la sua esatta posizione e il suo stato di benessere e quali siano i suoi bisogni.

E’ almeno un ventennio che le innovazioni digitali hanno trasformato la zootecnia assicurando una alimentazione  quotidiana su misura e una costante osservazione dello stato di salute a cui collegare cibo e cura.

Forse è possibile immaginare che il test di ingresso  2021 faccia passi in avanti, magari sostituendo il quesito sul Fanciullino  con quello  relativo al Canto notturno del pastore errante dell’Asia.  E che la prossima sezione  “di  ragionamento“ possa prevedere  tre affermazioni: il pastore è  più attinente; gli arrosticini sono buoni; che si mangia Enea per cena?

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