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Dire, fare, clonare

Dire, fare, baciare, lettera e testamento. Questa filastrocca era in realtà un vero e proprio gioco che per chi come me è nato negli anni Ottanta, costituiva un passatempo tra compagni di scuola ai tempi delle elementari. Di fatto era una penitenza che il malcapitato di turno doveva scegliere ad occhi chiusi, toccando una delle cinque dita della mano del compagno. Scelto il dito i presenti decidevano la pena corrispondente:

“dire” qualche cosa, “fare” qualche cosa, “baciare” qualcuno, “lettera” si scriveva sulla schiena del protagonista che doveva decifrare il messaggio e subirne l’affrancatura con una bella pacca sulla spalla e “testamento” che era in genere la penitenza più dolorosa, in quanto bisognava subire i dispetti dei compagni. Il ragazzo che pagava il pegno volgeva la schiena ai compagni che nel frattempo decidevano alcune penitenze fisiche (calci, pugni, sberle, ma anche baci, carezze…). Uno di loro chiedeva: “Quanti ne vuoi di questi?” ed il “penitente” rispondeva un numero da uno a dieci, senza sapere di cosa si trattasse.

Da oggi quel gioco ha subito un aggiornamento grazie ad alcuni titoli e vicende diventando “violare”, “clonare”, “falsificare”, “lettera” e “parlamento”. Ma perché questo nesso?

Sono stato colpito dal leggere i titoli di alcune testate inerenti la presunta “violazione”, “clonazione” e “falsificazione” dell’indirizzo email ufficiale del nostro Ministro degli Esteri On. Luigi Di Maio. Da quanto riportato nei vari articoli pubblicati in queste ore si leggono affermazioni non troppo corrette, quantomeno sotto il profilo informatico. Da quanto emergerebbe dunque sarebbero state recapitate ad alcuni esponenti della forza politica cui appartiene l’onorevole, delle mail apparentemente provenienti dal proprio account ufficiale. Ricevere una mail apparentemente proveniente da un determinato account di posta è cosa comune, e porre in essere un atto simile è alquanto banale… bastano poche righe di codice per un bravo programmatore web o l’ausilio di qualche software per chi non è pratico di istruzioni da compilare ed il gioco è fatto. Violare un account di posta è ben altra cosa. Clonarlo addirittura è una leggenda.

La dicitura invece “falsificazione” è quella che più si avvicina se la si attribuisce alla mail intesa come singolo messaggio di posta elettronica, ma non certo alla casella mail. Quindi dai fatti narrati nelle cronache quello che sembra essere successo è l’aver ricevuto un messaggio fraudolento, proprio come accade per i tentativi di phishing. Sarebbe curioso visionare il contenuto del messaggio, verificare la presenza di eventuali link ma anche di altri codici ed informazioni come quelle più preziose contenute nell’header della missiva… ma lasciamo agli investigatori l’onere di scoprire i dettagli sulla vicenda. Ai lettori rimarrà invece questo gioco “violare, clonare, falsificare, lettera e parlamento”. A voi la libertà di attribuirne i risvolti pratici in una società sempre più virtuale.

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