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Covid 19: encomio semplice a chi ha frenato il contagio

Un tenente colonnello, quattro luogotenenti, un maresciallo ordinario, cinque appuntati scelti, un finanziere scelto, tutti “in possesso di eccezionali capacità tecnico-professionali”: sono loro cui dobbiamo la nostra salvezza.

L’efficacia dell’attività svolta ed il costante impegno profuso permettevano di contenere la diffusione del contagio….” si legge nell’Ordine del giorno – numero 5 del 1° luglio 2020 del Comando Unità Speciali GdF, documento che – divenuto virale attraverso WhatsApp e altri strumenti di messaggistica istantanea – ha reso partecipi del lieto accadimento una infinità di componenti la grande famiglia delle fiamme gialle in servizio e in congedo.

Sapere che la frenata del COVID-19 la si debba ad eroici colleghi che, indossando con sprezzo del pericolo la mascherina, sono comunque andati in ufficio durante il “lockdown”, ha certamente riempito il cuore di gioia anche del personale che non si è visto attribuire un “Encomio Semplice”.

È uno degli ultimi episodi di conferimento di “riconoscimenti di ordine morale” che affianca precedenti elargizioni di premi e medaglie che paiono sproporzionate ai meriti e disincentivano chi – facendo ogni giorno il proprio dovere – non trova riscontro ad impegno e sacrifici con “encomi” o “elogi”. L’esaltazione della “normalità” con roboanti aggettivi giova a pochi fortunati e mortifica tutti gli altri, cittadini compresi.

Se la sicurezza comincia con l’inossidabile motivazione ad agire tempestivamente e bene da parte di chi veste un’uniforme, probabilmente la munifica distribuzione di pergamene non è la strada migliore per tutelare il Paese.

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