TUTELA DEI MINORI

Orrore TikTok: le immagini di una disabile per spaventare i bambini

“Vince” chi riesce a far diventare virale il proprio video

Si è toccato il fondo. La tanto decantata “civiltà” digitale sta mostrando le sue connotazioni peggiori e l’assenza di una missione educativa sta accelerando il degrado che le tecnologie riescono drammaticamente ad amplificare.

Il problema è universale e la pandemia dell’ineducazione e della gratuita crudeltà non conosce lockdown. La classe politica (troppo impegnata nella famelica spartizione della torta) e il mondo dell’informazione (sovente interessato a raccogliere le briciole che cadono dalla tavola dei potenti) non si accorgono della pericolosa china che certi sofisticati strumenti stanno determinando nella società odierna. In un Paese in cui il gioco d’azzardo “legale” redditizio per l’Erario e la ludopatia che scarnifica le famiglie disperate vanno drammaticamente a braccetto e in cui la “sensibilizzazione” sociale è proprio l’ultima preoccupazione, vale comunque la pena non chiudere gli occhi.

Nel silenzio della stampa bene informata sta prendendo piede sulla tanto discussa piattaforma TikTok un fenomeno devastante che si chiama “New Teacher Challenge”. Attualmente molto diffuso oltreoceano, ma è purtroppo destinato ad approdare dalle nostre parti: consiste nella diffusione di video in cui si vedono genitori che sul proprio smartphone presentano ai figlioli un loro prossimo insegnante.

Il “gioco” consiste nella registrazione delle reazioni scioccate dei bambini che pensano di trovarsi alle prese con una chiamata che – attraverso “FaceTime” – li mette in contatto con qualcuno che si ritroveranno in cattedra nel nuovo anno scolastico.

Molti adulti hanno scelto di utilizzare immagini o filmati di personaggi pubblici (tra i più gettonati negli Stati Uniti c’è ovviamente il presidente Donald Trump). Tanti altri hanno cercato foto e video che – pescati su Internet – sono in grado di impressionare il minore che è con loro.

Più è raccapricciante quel che appare sul display e naturalmente di maggiore intensità sarà la reazione del piccolo o piccola sottoposti a questo tipo di scherzo.

La scena filmata per testimoniare l’effetto dell’iniziativa consente all’autore o autrice di veder apprezzato l’impatto causato e la successiva condivisione con amici e parenti i video in questione è il “premio” che raggiunge il top quando questo o quel file diventa virale.

Purtroppo non sempre ci si trova dinanzi ad un esercizio di spiritosaggine, ma piuttosto si assiste a biechi virtuosismi di idiozia e malvagità.

La scrittice texana Lizzie Velasquez, classe 1989, già da piccina ha dovuto fare i conti con una lipodistrofia, una malattia genetica caratterizzata da una perdita selettiva e progressiva di grasso corporeo, che la fa sembrare quasi scheletrica. In questi giorni ha scoperto che la sua foto era utilizzata in una ripresa (molto diffusa sui social) in cui una mamma la mostrava per terrorizzare il figliolo.

Il fatto è sconvolgente e mancano addirittura le parole per qualsivoglia commento.

Lizzie – con l’enorme coraggio che ha sempre contraddistinto la sua travagliata esistenza – ha pensato di utilizzare Instagram per veicolare il suo accorato messaggio accludendo anche la sgradevole bravata multimediale di una mamma. E’ un messaggio che – riportato qui di seguito – forse andrebbe letto (e non solo una volta) a genitori, figli, educatori, studenti.

Sapevo che sarebbe successo. Quando ho visto emergere questa “moda” ho capito che ci si sarebbe arrivati. Alcuni video sono stati carini e divertenti ma poi si è cominciato a superare ogni limite. Mostrare ai tuoi figli una foto di qualcuno che sembra diverso – nella speranza che abbiano una reazione spaventata – è vile. Ho visto che questa tendenza ha preso di mira persone e persino bambini con la sindrome di Down. Se loro non hanno modo di parlare di quel che sta accadendo, io posso farlo e so di avere un esercito di persone positive proprio accanto a me. Lo dirò ancora e ancora e ancora. Le persone che metti nelle foto o nei video sono esseri umani!! Abbiamo sentimenti e abbiamo qualcosa su cui lavoriamo ogni giorno chiamata fiducia in noi stessi. Per favore”.

Se questa vicenda non ti lascia indifferente e pensi di poterti arruolare nell’ “esercito di Lizzie”, non esitare a condividere questo articolo e a farne girare il link tra chi conosci davvero o anche solo sui social.

Forse, tutti insieme, possiamo fare qualcosa ma non c’è più un minuto da perdere.

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