AEROSPAZIO

L’uragano ci ha rotto il cavo

Il radiotelescopio di Arecibo, dopo i danni dell’Uragano Maria del 2017, subisce un nuovo danno che blocca le attività di ricerca della struttura

Uno dei cavi di supporto di una piattaforma metallica posta al di sopra una parabola dell’Osservatorio di Arecibo si è rotto nel cuore della notte del 10 Agosto, causando una profonda crepa di più di 30 metri nel riflettore parabolico del radiotelescopio. Il cavo d’acciaio, di più di 7 cm di diametro, ha anche danneggiato da sei a otto pannelli del gregorian dome (dove si trovano i subreflettori secondari e terziari che regolano la “messa a fuoco” del radiotelescopio) e la passerella di accesso al dome. Le cause dell’incidente non sono note.

Dal 1963, quando è stato completato, l’Osservatorio ha resistito a vari terremoti, tempeste tropicali e Uragani. Sono ancora in corso le riparazioni dei danni dovuti al passaggio dell’uragano Maria del 2017.

Sul sito ufficiale dell’istituzione, viene riportata una dichiarazione di Francisco Cordova, Direttore dell’Osservatorio di Arecibo in merito:

“La nostra squadra di esperti sta valutando la situazione. Il nostro obiettivo è garantire la sicurezza dello staff, proteggere le strutture e le strumentazioni e rendere di nuovo la struttura operativa al più presto possibile cosicché possa continuare a servire la comunità scientifica globale”.

All’inizio di quest’anno, a causa di un terremoto di magnitudine 6.4, l’osservatorio aveva dovuto interrompere le sue operazioni.

Fino all’inaugurazione nel 2016 del FAST-Tianyan cinese nel 2016, con la sua antenna di 305 metri di diametro l’osservatorio di Arecibo è stato il più grande radiotelescopio al mondo. Ma non solo, la costruzione Arecibo va contestualizzata nell’ambito della Guerra Fredda: al contrario delle altre strutture oltre che “leggere” le tracce radio, può anche emettere segnali. Grazie anche alle sue capacità LIDAR, lo strumento è stato impiegato come mezzo di allerta precoce in caso di attacco agli U.S.A. con missili balistici e per studiare le infrastrutture radar sovietiche.

Queste capacità tecniche, che rendono a tutt’oggi Arecibo una delle infrastrutture più importanti al mondo nel campo della radioastronomia, hanno fatto si che la struttura sia stata impiegata anche dal progetto SETI. Nel 1974 con il radiotelescopio venne trasmesso verso l’ammasso globulare M13 (distante circa 25.000 anni luce) il messaggio di Arecibo (vedi immagine in fondo), un tentativo di comunicare con forme di vita extraterrestri.

Il messaggio radio trasmesso nello spazio dal radiotelescopio di Arecibo, in Porto Rico, il 16 novembre 1974

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