RETI & SISTEMI

E adesso che fine fa il tuo telefono Huawei?

Scaduta la licenza di Google, non sarà più possibile aggiornare le “app” ma…

Ieri non sono mancate le preoccupazioni di chi – leggendo qualche titolo di giornale – ha immaginato di dover buttar via il proprio smartphone di produzione cinese o, semplicemente, di esser costretto a non poterlo più utilizzare come prima.

Cosa è successo

Il 13 agosto, dopo un estenuante tira e molla tra Governo USA e Huawei, è scaduta la Temporary General License (TGL) che provvisoriamente consentiva al colosso di Shenzen e ai suoi partner di cooperare e intrattenere rapporti commerciali con aziende americane. Rinnovi e proroghe sono arrivati al capolinea al termine di un anno di trattative: il Dipartimento per il Commercio statunitense ha decretato – tra l’altro – la fine della relazione tecnica tra Hauwei e Google, quella che prevedeva aggiornamenti di sicurezza del sistema operativo e download delle versioni più recenti delle “app” installate o ex novo di quelle non presenti sullo smartphone.

Il problema riguarderebbe i telefonini venduti prima del 16 maggio 2019, vale a dire quelli “nati” prima dei “blocchi” americani e ancora attrezzati con sistema operativo e app legati a Google. Quelli di produzione successiva, infatti, sono usciti con a bordo una versione di Android sviluppata ad hoc da Huawei e non avevano avuto modo di installare applicazioni da Google Play sbarrato a quei dispositivi.

Perché è successo

Il “Bureau of Industry and Security” (BIS) dell’U.S. Department of Commerce ha piazzato Huawei e 38 delle sue aziende associate in 21 Paesi in giro per il mondo nella cosiddetta Entity List, che impone il rispetto di particolari requisiti stabiliti dall’Export Administration Regulations (EAR) e mancanti al leader cinese delle TLC.

Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha indicato l’azienda cinese come il braccio armato dello stato di controllo del Partito Comunista cinese e ha spiegato che certe manovre – apparentemente di esclusivo tono economico e commerciale – altro non sono che inevitabili contromisure per difendere i cittadini statunitensi, le imprese e le loro opere dell’ingegno messe a repentaglio da uno spionaggio sistematico, le reti di comunicazione di prossima generazione.

Chi ha tra le mani uno smartphone Huawei scopre di avere un oggetto realizzato da chi sarebbe colpevole di “furti di tecnologie, cospirazione, frodi telematiche e bancarie, racket e indebito supporto a Paesi nemici degli USA come l’Iran” in una sequenza degli addebiti che ricorda le cronache dell’indimenticabile Max Vinella, storico personaggio di “Alto Gradimento”.

Cosa succederà

Probabilmente poco. Gli smartphone privati degli aggiornamenti saranno sicuramente un pochino più “deboli” dinanzi alle minacce dei pirati informatici: il sistema operativo non adeguato ai rischi di più recente scoperta non sarà in grado di bloccare potenziali azioni malevole.

In secondo luogo ci potrà essere qualche difficoltà alle prese con “creature” targate Google come “Maps” e “Youtube”, ma è senz’altro da escludere che lo “stop” governativo USA possa determinare l’inutilizzabilità degli smartphone Huawei.

In attesa di una eventuale ulteriore proroga dalla licenza TGL, la significativa crescita di “Huawei App Gallery” (concorrente di Google Play e Apple Store) dovrebbe aiutare a superare eventuali difficoltà.

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