CITTADINI & UTENTI

La Marina Militare e il ballo: la “Ufficiala” non si è inventata nulla

La polemica non si spegne e anche qui abbiamo iterato la discussione sul fragile bilico tra inopportunità e sanzionabilità della tenente di vascello protagonista del buffo video delle ondeggianti evoluzioni al termine di una cerimonia.

I “colpevolisti” rimarcano l’equipollenza di forma e sostanza, ribadiscono la serietà (e ancor più la seriosità) e la sacralità dell’uniforme, invocano punizioni esemplari e auspicano un ripristino di chissà quali valori calpestati dagli scombinati passi di danza.

Sull’altro fronte si schiera chi chiede clemenza e invita il ricorso ad un immaginario diritto disciplinare comparato per censurare l’ingenuità della giovane “ufficiala”.

Qualcuno azzarda persino una sorta di “istigazione a reato” e ne vede protagonista lo stesso Stato Maggiore della Marina nelle persone che hanno promosso, autorizzato e diffuso un altro filmato che esalta le performance ballerine degli equipaggi della nostra flotta.

La sequenza estremamente gioiosa in disciplinata osservanza della colonna sonora costituita dal celeberrimo “Be happy” (che non risulta essere – meglio ci dirà l’ammiraglio De Felice, censore dei costumi militari – “aria” di ispirazione bellica o austero brano che evoca naumachie) non è frutto di una furtiva ripresa di un detrattore. Lo stemma araldico riportato in sovrimpressione conferisce una certa ufficialità al prodotto multimediale realizzato per promuovere una immagine meno guerriera della nostra Marina e per sottolineare la “normale umanità” di quella gente che affronta pericoli e insidie nell’interesse della collettività.

Il video è stato trasmesso anche da telegiornali nazionali (a titolo di esempio quello mandato in onda a febbraio del 2016 dall’emittente della CEI “TV2000) e quindi è davvero da escludere che si tratti di un fake, magari commissionato dalla difesa della sventurata “ufficiala” per trovare un cattivo esempio erroneamente seguito dalla protagonista della recente vicenda.

Probabilmente l’ufficio dello Stato Maggiore cui competono le faccende legate alla stampa e alle relazioni esterne ha realizzato in proprio il “promo” o magari ne ha commissionato a titolo oneroso la realizzazione ad azienda specializzata. Esisterà un “appunto” (così si chiamano in gergo le proposte e il relativo processo decisionale) che è in grado di chiarire chi abbia avuto l’idea, chi l’abbia ritenuta idonea, chi ne abbia approvato il contenuto e le modalità di esposizione, chi abbia ritenuto congruo l’onere da sostenere ed efficace il messaggio da veicolare nell’interesse istituzionale, chi – come “l’uomo Del Monte” – alla fine abbia detto “sì”.

Forse – per economia ma soprattutto per ragionevolezza – varrà la pena porre fine ad ulteriori inutili disquisizioni e guardare al futuro.

La Marina Militare è amata da tutti e le reazioni all’accaduto ne sono la riprova.

Ognuno la ama, magari, a modo suo ma il sentimento comune prescinde dal volerla più marziale o più giocosa. L’importante è volerle bene. E non smettere mai.

Tags
Back to top button
Close
Close