GUERRA DELL'INFORMAZIONE

TikTok, il tempo è scaduto

Dopo l’India, gli Usa: TikTok vietato per decreto. Seguirà il Pakistan. Ma sovranità nazionale e sovranità digitale non andranno per molto a braccetto

TikTok perderà il rilevante mercato americano, dopo la decisione del presidente Donald Trump di vietarne l’utilizzo negli States. Forse Tik Tok perderà anche un compratore vista la contrarietà espressa dallo stesso Presidente Trump nei confronti di Microsoft, disponibile all’acquisto. Il punto fermo della decisione presidenziale ha a che fare con la sicurezza degli Usa e dei suoi cittadini. In virtù di  tale superiore sicurezza ogni altra considerazione deve necessariamente essere subordinata. Ci troviamo pertanto al cuore e al centro stesso  della cosiddetta “sovranità nazionale”, dei suoi riti e dei suoi miti (regole costituzionali comprese) anche se è sempre più evidente che i confini della sovranità nazionale quasi mai coincidono con quelli della sovranità digitale. Che fare?

Per ora TikTok perderà due delle sue 39 applicazioni linguistiche (in attesa di quella pakistana) e diverse decine di milioni dei suoi 800 milioni di utenti. Per ora. In futuro si tratterà di vedere se sarà possibile ancora (e per quanto) una coesistenza delle due sovranità, quella esercitata da Trump e quella espressa da TikTok.

Di mezzo non c’è solo la Cina (o la Russia) ed il suo desiderio di egemonia fondato (anche) sull’utilizzo e il sequestro dei dati personali.  L’Occidente liberal ha il medesimo problema se è vero, come è vero, che la Corte di Giustizia europea ha concluso che gli Stati Uniti  offrono insufficienti garanzie circa la sicurezza dei dati personali e ha pertanto annullato conseguentemente il Privacy  Shield, l’accordo cioè che regola il trasferimento  dei dati degli utenti europei  agli Stati Uniti  per scopi commerciali.

Insomma, in nome della sicurezza sorgono conflitti conflitti presso tutti i confini; ciascuna nazione presidia il proprio territorio con le moderne armi del diritto e  con interventi regolatori attraverso i quali proclama la propria sovranità. Ma ormai siamo tutti finiti in una guerra di tutti contro tutti dove gli stessi confini non esistono più anche per la semplice ragione  che molte guerre vengono combattute dentro gli stessi confini.

I confini (fisici) servivano a proteggere fisicamente uomini e cose ma  non a difendere gli stessi uomini dalle aziende che producono e vendono i beni digitali.

Questo tentativo di estendere il “fisico”  al “metafisico”  rappresenta oltretutto un curioso rovesciamento  di quanto accaduto in passato. I dati non sono beni immobili  stabilizzati e stabilizzabili  in un territorio; oltretutto  i “poteri” e  le aziende internazionali se li sono già presi senza chiedercene il permesso, oppure facendoci passare per vantaggioso il permesso effettivamente accordato.

A forza di cedere, ciascuno per proprio   conto, la  personale sovranità , resta ben poco di statuale da difendere: siamo già nella società della gleba on line, tutti  zappiamo  e dissodiamo  le zolle  che abbiamo di fronte ma il terreno sarà sempre e solo dei  pochi sovrani, difesi dai loro vassalli, serviti dai tanti valvassori e valvassini tutti intenti a controllare i servi

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