UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

La storia dei Carabinieri di Piacenza non deve stupire

Ha scritto ad Infosec News e a Italia Oggi, il generale di squadra aerea Marcello Caltabiano. Il messaggio in bottiglia arriva da un ufficiale che conosce l’universo militare e che – nella carriera che lo ha portato in vetta all’Arma azzurra – vanta una esperienza significativa in cui spiccano – tra l’altro – l’essere stato per la NATO il vice comandante delle Forze Aeree del Sud Europa, l’aver diretto la Scuola di Guerra Aerea italiana. l’aver lavorato per anni a Bruxelles nel tentativo di costituire una Difesa europea sulla base della “Dichiarazione di Petersberg”.

A Piacenza sono venuti alla luce episodi incredibilmente tristi a carico di componenti dell’Arma.

Ciò non dovrebbe stupire coloro che conoscono quanto sia stata pervicacemente perseguita, negli anni 80 e successivi, la “democratizzazione” delle nostre Forze Armate.

Ai vecchi bei tempi, potevano aspirare a far parte dell’Arma solo coloro che, attraverso una più che oculata selezione, davano garanzie di poter aspirare ad indossare la più che onorata uniforme della “Benemerita”.

Oggi, però, possono diventare i custodi  della nostra civiltà e libertà  anche coloro che, una volta congedatisi dalla Forze Armate senza demerito, desiderano arruolarsi nell’Arma seguendo un iter, se non ricordo male, privilegiato.

Ora, a mio avviso, passa una grossa differenza tra il “senza demerito” ed il “con merito”.

E’ bene che ciò si sappia e soprattutto è bene che  tutti coloro che oggi si stracciano le vesti, pronti a colpevolizzare per poche mele marce i tanti “usi a ubbidir tacendo”,  non si meraviglino ipocritamente per il successo che stanno ottenendo.

Sia chiaro che ciò non scalfisce neppure di un miserabile millimetro la mia riconoscenza e la mia sincera stima per i nostri Carabinieri, così come credo sia per tutti i cittadini degni di tale nome.

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